NOSOCOMIO DI ROVIGO Inaugurate le due stanze per gli ammalati in stato di detenzione carceraria. Nel nuovo carcere presto una sala di riabilitazione 

I detenuti potranno essere curati in ospedale, come tutti i pazienti 

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I detenuti del carcere di Rovigo trattati sotto il profilo della salute come tutti gli altri pazienti che si recano all’ospedale di Rovigo: per loro è stata infatti realizzata, nella maggiore sicurezza, un’area degenza con tre posti letto e relativi servizi. Prossimamente nella nuova struttura carceraria verrà anche fatta una sala di riabilitazione, la prima in tutto il Triveneto 



Rovigo - Un’area destinata alla degenza in regime penitenziario. E’ ciò che è stato destinato all’ospedale Santa Maria della Misericordia dell’ospedale di Rovigo cha da oggi si compone di due stanze per tre posti letto e relativi servizi accessori per i pazienti in stato di detenzione carceraria. 

La divisione è stata realizzata presso il vecchio Pronto soccorso, posto in adiacenza all’area ambulatoriale della Uoc cardiologia, all’estremo est del primo piano del corpo M. 

All’inaugurazione erano presenti i vertici dell’Ulss 5 Polesana, il direttore generale Antonio Compostella ed il direttore sanitario Edgardo Contato oltre a Paolo Malato, direttore del carcere di Rovigo, ed Enrico Sbriglia capo del Provveditorato regionale per il Triveneto, ossia l’ufficio periferico del ministero della Giustizia, dipendente dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. 

Il progetto di messa in ristrutturazione è stato finanziato dalla Regione Veneto ed è costato complessivamente 158mila euro. Come ha spiegato Compostella l’area è di 113mq prevede aree accessorie, suddivise in un filtro di sicurezza accesso, due stanze di degenza con servizi igienici adeguati per utenti diversamente abili, un locale a disposizione per gli agenti di polizia penitenziaria con annesso Wc, corridoio di collegamento, zona filtro di sicurezza antincendio.

Sono state sostituite tutte le finiture interne e tutta l’impiantistica è stata ricostruita ed adeguata alla vigenti normative. La zona è resa sicurissima da un dedicato sistema di chiusure e risulta facilmente raggiungibile dall’esterno attraverso la pensilina già in uso presso l’ex pronto soccorso, o attraverso il piano terra con il duplice percorso verticale. 

“E’ raro trovare chi si occupi del diritto della salute del detenuto” ha affermato Sbriglia che ha spiegato come questo porterà ad un risparmio sul piano economico poiché “una cura veloce del detenuto garantisce anche maggiore tutela a tutta la comunità. Questo si aggiunge all’altro futuro servizio che verrà effettuato in carcere, ossia quello della prima sala di riabilitazione in tutto il Triveneto del detenuto dove è in fase di ultimazione il progetto”. 

12 ottobre 2017
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