CONSVIPO ROVIGO L'assemblea dei soci approva il bilancio in passivo di 52.000 euro e ripiana le perdite con gli accantonamenti degli esercizi precedenti. Ipotesi di sopravvivenza con trasformazione in azienda speciale

Il rosso di bilancio non accende la ruspa di Bergamin

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Un esercizio "sfortunato" il 2016 che si chiude con un bilancio in perdita di poco più di 50mila euro. Una sentenza considerata ingiusta che ha prodotto una uscita di quasi 240mila euro per una compravendita di 17 anni prima ed una prudenza da 77mila euro per tutelare l'ente che non ha adeguato i salari dei dipendenti. L'assemblea dei soci approva e si rende disponibile a vagliare le ipotesi di trasformazione del Consorzio presieduto da Angelo Zanellato, su cui pesano diversi veti per il prosieguo della sua presidenza


Rovigo - In una partecipata assemblea dei soci di Consvipo, alla presenza di oltre il 77% delle quote e di 30 soci, il presidente Angelo Zanellato ha presentato all'attenzione dei soci del Consorzio per lo sviluppo del Polesine il bilancio che quest’anno, per la seconda volta dalla sua fondazione è in rosso. La perdita d'esercizio deriva da due questioni tecniche che portano l'ente in passivo di 52mila euro. In primo luogo la mancanza dell'utile previsto sarebbe giustificata dalla sentenza, subita da Consvipo, del giudice fallimentare di un acquirente di un terreno dal Consorzio soggetto a fallimento. Per ridurre il crac di questa azienda il giudice ha imposto a Consvipo di ricomprare il terreno ceduto allo stesso valore con cui è stato acquistato 17 anni prima dalla società oggi in fallimento, ovvero a circa 239mila euro. Consvipo avrebbe tentato il ricorso contro la sentenza ritenuta ingiusta, ma avrebbe allo stesso tempo intenzione di abbandonare la battaglia visto che, anche in caso di vittoria, visto che l'aquirente sarà già dichiarato fallito, recuperare i soldi persi appare una impresa impossibile.

Ma il bilancio è in rosso “tecnico” anche per una questione di prudenza. Angelo Zanellato ha spiegato infatti ai soci, ai quali è spettata la decisione finale, che nel bilancio vi è l’accantonamento di una somma di 77mila euro per eventuali azioni legali da parte dei lavoratori relative all’adeguamento salariale, bloccato da anni. I soci hanno deciso di confermare la scelta prudenziale operata da Zanellato ed hanno approvato il passivo con l'astensione solo dei soci Comune di Rovigo e Camera di Commercio Delta lagunare.
Nella deliberazione successiva alla approvazione del passivo, i soci hanno deciso di ripianare immediatamente le perdite utilizzando le riserve, disponibili in Consvipo, che la gestione Zanellato ha accantonato negli eserci precedenti, sempre chiusi in attivo.

Per quanto riguarda il futuro riassetto del Consorzio, tema principale della discussione post bilancio della assemblea dei soci, che da tempo mormora la necessità di riformare l’ente, appare una proposta che potrebbe essere formalizzata già nei prossimi giorni ai singoli Comuni tanto che è già stata fissata la data della discussione tra una ventina di giorni.

Stante la rigidità statutaria, per continuare a guardare avanti con la progettualità espressa da Consvipo fino ad oggi, sembra che la soluzione sarà la trasformazione dell'Ente da Consorzio ad Azienda speciale. Sul tema probabilmente verrà richiesto uno studio da un soggetto terzo, sciolto sia politicamente che tecnicamente dal Polesine. Possibile che la trasformazione possa voler significare la liquidazione del Consorzio stesso, sembra che la governance futura possa venire affidata ad un amministratotore unico piuttosto che ad un Consiglio di amministrazione.
Nello statuto della futura azienda speciale vi sarebbe un capitolo dedicato  anche alla possibilità di recesso dei soci, con un congruo preavviso, di qualche anno.

Il presidente Zanellato, di cui Rovigo con il proprio assessore delegato alle società partecipate Stefano Falconi ha chiesto pubblicamente "la testa", potrebbe anche inserire nella proposta una sorta di sconto, simbolico, a tutti i soci, sul contributo annuale che attualmente è complessivamente di 690 mila euro all’anno. Qualche punto percentuale come "captatio benevolentiae" anche perchè, a sentire lui, l'uscita dal Consorzio per i soci sarebbe sempre antieconomica. L'esempio di Rovigo, illustrato in assemblea, ha dimostrato come, a fronte di un contributo vicino ai 100mila euro annui, il capoluogo abbia ricevuto benefici in servizi e denaro, prossimi ai 300mila. E' stata quindi definitivamente e completamente accantonata l'idea della "ruspa" invocata per mesi da Massimo Bergamin, che avrebbe dovuto "asfaltare" o chiudere il "carrozzone inutile" di Consvipo, visto che oggi Rovigo si schiera per la sopravvivenza dell'Ente, ma trasformato, mentre rimane invece ben ferma la posizione del presidente della Provincia Marco Trombini che è sempre stato critico nei confronti di Consvipo tanto che non ha versato la propria quota e non l'ha nemmeno messa a bilancio a Palazzo Celio.
12 ottobre 2017
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