SANITA’ ADRIA (ROVIGO) Il comitato dopo l’incontro: “Pochi medici? Vanno spostati loro, non i cittadini”. Ma ci sono stati segnali positivi. Chiesto un punto di ascolto in Comune. Intanto, adesioni oltre quota 2mila

“Poco personale? Non è colpa dei cittadini”

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Un incontro essenzialmente positivo, nel corso del quale però il Comitato in difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi sanitari in Bassopolesine ha avvertito la necessità di mettere alcuni paletti, di fronte al direttore generale dell’Ulss 5 Polesana Antonio Compostella (LEGGI ARTICOLO). Il primo è che le carenze di organico debbono essere risolte, non fatte pagare ai cittadini. Il secondo che, nel bene e nel male, il Comitato - guidato dal presidente Enrico Naccari, dal vicepresidente Mirko Romani e ormai vicino a quota 2500 aderenti, considererà come responsabile della situazione che si verrà a creare, positiva o negativa che sia, proprio il direttore generale



Adria (Ro) - “Possiamo dirci moderatamente soddisfatti. Il direttore generale dell’Azienda Ulss 5 Polesana ci ha ricevuto assieme al suo numeroso staff e, di fronte alle criticità rappresentate dal Comitato, ha assunto degli impegni. Qualcuno potrebbe dirci che, in buona parte, sono gli stessi impegni presi nel corso dell’audizione del 2 febbraio di quest’anno al Consiglio comunale di Adria. E noi, questo, lo sappiamo bene. Ma vogliamo dare un po’ di credito a chi ha voluto riconoscere l’importanza di avere un confronto con una rappresentanza di cittadini non più tanto piccola (abbiamo superato le 2.000 adesioni e volgiamo la prua verso le 2.500) e, di sicuro, non composta da ingenui”.

Lo spiega la nota con la quale il Comitato sorto in difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi sanitari in Bassopolesine commenta l’incontro tenutosi nella giornata di mercoledì 11 ottobre. “Perciò - proseguono - dopo aver ascoltato quanto il direttore aveva da dirci e aver apprezzato la sua dimostrazione di buona volontà, abbiamo voluto precisare alcuni punti fondamentali: riconosciamo, nel bene e nel male, il direttore come unico responsabile delle sorti che potrà avere la sanità adriese e basso polesana quando scadranno i termini transitori e saranno presentate le schede ospedaliere, quelle territoriali e gli atti aziendali. A lui andrà il nostro plauso per i risultati ottenuti, su di lui sarà puntato il nostro dito per gli eventuali insuccessi”.

“Qualunque difficoltà possa essere la causa delle criticità che noi abbiamo segnalato, non può essere espiata dai cittadini del Bassopolesine. Le carenze organiche segnalate che possono dare luogo a un’erogazione di servizi difforme dagli standard regionali e le difficoltà a ripianarle, non possono costituire una giustificazione. Riteniamo che queste disparità si possano sanare solo con lo spostamento dei professionisti nell’ambito provinciale. Sono i medici, non i cittadini che devono spostarsi. Peraltro, non possiamo non apprezzare la volontà espressa di risolvere in breve tempo il problema, con la ricerca e l’assunzione di personale; non accettiamo che manchino ancora a lungo le figure apicali vacanti; ben vengano gli impegni presi, ma il nostro territorio è stanco di promesse non mantenute. Pertanto, il Comitato non smobilita. Continuerà a costituire un punto di osservazione privilegiato sulla sanità e, soprattutto, vigilerà sul rispetto degli obblighi assunti dal Direttore generale, significando che, pur ben disposti, la nostra pazienza non può considerarsi infinita”.

“Esigiamo maggior trasparenza dei dati. Non possiamo tollerare che, sulla pagina web dell’Azienda Ulss 5 Polesana i dati relativi alle liste d’attesa siano disponibili solo per l’ex Ulss 18 e che, per poter effettuare una qualsiasi verifica, sia necessario dover cercare elementi, peraltro inevitabilmente parziali, sul portale sanità della regione Veneto. Detto ciò, aver fissato con l’Azienda un calendario di incontri, di massima quadrimestrali, con l’apertura a tavoli tecnici più ravvicinati, in caso di necessità, ci sembra un risultato intermedio accettabile. A Massimo Barbujani, presente all’incontro nella triplice veste di sindaco di Adria, presidente della Conferenza dei sindaci e primo firmatario del nostro Comitato, abbiamo chiesto di rispettare l’impegno, già assunto tempo fa, di indire un incontro tra il nostro direttivo e i Sindaci dei Comuni dell’ex Ulss 19 e gli abbiamo rinnovato la richiesta di un punto d’ascolto per la popolazione del territorio da aprire nella sede comunale e l’apertura di uno spazio istituzionale dove possa nascere un terreno di confronto con tutti gli attori interessati. I dati presentati dall’Ulss 5 nel corso dell’incontro sono stati dati in copia al Comitato e saranno consegnati anche alla Conferenza dei sindaci. Dell’incontro, con l’autorizzazione del direttore generale, è stata fatta una registrazione che sarà messa, a breve, a disposizione della cittadinanza sulla nostra pagina Facebook”.

12 ottobre 2017
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