AMBIENTE E TERRITORIO ROVIGO Alla interrogazione del deputato polesano del Pd Diego Crivellari Roma replica con tre pagine che non vogliono dire praticamente nulla

Subsidenza, l'incredibile risposta del Ministero

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La lettera è lunga e corposa, almeno nella prosa. Ma se da questo livello si passa alla semantica, il senso è di ben altra portata, nullo o quasi. Generiche promesse di attenzione delle quali il Polesine può farsi poco o nulla


Rovigo -  "Ad ogni modo, per quanto di competenza, il Ministero continuerà a svolgere le  proprie attività, mantenendo alto il livello di attenzione". Poche righe che arrivano dopo due pagine nelle quali il ministero dell'Ambiente si è dedicato a ripercorrere la storia della subsidenza, casomai, in Polesine, qualcuno avvertisse la necessità di farsi ribadire la natura di un fenomeno tristemente noto, in provincia, ma non solo.

Vale a dire, l'abbassamento del suolo provocato dalle estrazioni di gas metano avvenute per un trentennio circa dagli anni Quaranta ai Settanta. Lo svuotamento dei giacimenti ha infatti provocato un abbassamento del livello della costa che a sua volta provoca il manifestarsi del cosiddetto "cuneo salino".

Vale a dire la risalita dell'acqua marina, quindi salata, lungo l'alveo del fiume Po, ma non solo, con danni pesantissimi sull'agricoltura. Crivellari aveva interrogato il ministero per capire come il Governo avesse interesse ad aiutare i territori interessati da questo fenomeno. Proprio in questo periodo, tra l'altro, un grido di allarme simile era arrivato anche dai consorzi di bonifica, dagli operatori economici e dalle istituzioni di Polesine, Ferrarese e Ravennate (LEGGI ARTICOLO).

In particolare, veniva chiesto un supporto economico, alla luce del costo che combattere quotidianamente coi danni provocati dalla subsidenza ha costi difficilmente immaginabili. Basti pensare che, nelle tre province toccate dal fenomeno, solo l'energia elettrica necessaria a mantenere in funzione le idrovore costa 20 milioni di euro l'anno. A fronte di questa situazione, dal Governo è arrivata una risposta di una genericità spaventosa.

"I livelli di conoscenza fino ad ora acquisiti - si legge nella risposto dopo un lungo riepilogo del fenomeno - inducono a disporre l’attivazione di studi specifici nei territori interessati. La disponibilità di dettagliate informazioni geologiche del sottosuolo e l’evolversi di speciali tecnologie consentono ora di approfondire e organizzare tali dati, di verificare la fattibilità di concreti interventi tesi alla compensazione dei fenomeni di abbassamento del suolo, anche attraverso la reiniezione, in ambiti confinati, di fluidi e gas nel sottosuolo, con particolare riferimento ad  acque dolci e a Co2 (vedi  Direttiva 2009/31 della Comunità Europea) che appaiono esprimere caratteristiche potenzialmente consone allo scopo.  Ad ogni modo, per quanto di competenza, il Ministero continuerà a svolgere le  proprie attività, mantenendo alto il livello di attenzione".  

 

 

 

12 ottobre 2017
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