ESTORSIONE (ROVIGO) Un ballerino 30enne sotto accusa, avrebbe chiesto soldi per non rendere pubblici i gusti sessuali di chi si accompagnava a lui

Incontri gay, poi il ricatto. Scatta il processo

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Un ricatto: dargli dei soldi, o comunque fare dei pagamenti per lui, altrimenti l'interessato si sarebbe ritrovato con "messi in piazza" i suoi segreti, in particolare le proprie inclinazioni sessuali. Questo sarebbe stato l'agire del 30enne, che non finisce questa volta nei guai per la prima volta per motivazioni del genere

Rovigo - L'udienza preliminare era cominciata a Verona, ma il giudice ha deciso che debba essere spostata a Rovigo, dal momento che è nel territorio di competenza del Tribunale polesano che si sarebbe consumato il reato. Ossia la estorsione che un ballerino 30enne, che si presenta anche come gigolò, avrebbe secondo questa ricostruzione posto in essere nei confronti della propria vittima, facendosi versare sulla propria Postepay 1300 euro.

Non sarebbe la prima volta che il 30enne finisce nei guai per motivi del genere. Questa volta, la sua vittima sarebbe un veronese. Dopo gli incontri, il giovane ballerino avrebbe minacciato di rendere pubblici i suoi gusti sessuali, se non gli fosse stato corrisposto del denaro. Un primo pagamento sarebbe andato in porto, per il pagamento, avrebbe detto alla propria vittima, delle parcelle di un avvocato e di un servizio online a pagamento. Ma successive richieste avrebbero portato il veronese a rivolgersi alle forze dell'ordine, evidentemente temendo che i ricatti non avrebbero avuto fine.

Ora, sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura, sarà il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rovigo a doversi pronunciare.
13 ottobre 2017
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