LA STORIA A LOREO (ROVIGO) A giugno del 2014 il 47enne loretano si sarebbe presentato ai carabinieri di Marostica denunciando un episodio mai avvenuto

S'inventa una rapina, espia facendo lavori utili alla collettività

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L'accusa era quella di avere denunciato una rapina mai avvenuta. Il loredano di 47 anni è riuscito a venire a capo del procedimento penale ottenendo l'estinzione del reato, a seguito della messa alla prova svolta con esito positivo. In parole povere, ha svolto lavori di pubblica utilità, espiando in questa maniera

Loreo (Ro) - Il racconto era stato drammatico: quattro giovani lo avrebbero accerchiato, spintonato e preso a pugni. Poi, gli avrebbero portato via il portafogli e il cellulare. Una descrizione che corrispondeva a una rapina in piena regola, quella resa, secondo questa ricostruzione dei fatti, da un 47enne di Loreo ai carabinieri di Marostica, nel giugno del 2014. Una descrizione che non avrebbe poi trovato riscontro nella prova dei fatti e negli accertamenti eseguiti dagli investigatori.

Tanto che era stato il 47enne a ritrovarsi sotto processo, con l'ipotesi di reato di simulazione di reato, di fronte al Tribunale di Vicenza. Ha chiesto e ottenuto la messa alla prova. In sostanza, di potere espiare non subendo una condanna e la pena corrispondente, ma eseguendo lavori di pubblica utilità, in una cooperativa del posto. Inoltre, ha versato un risarcimento simbolico all'Associazione nazionale carabinieri, per 100 euro. Una richiesta che il giudice aveva accolto.

Una vola trascorso il periodo previsto per la messa alla prova, è stato valutato il su operato, apparso positivo. Così, positiva è stata anche la conclusione della vicenda, con la dichiarazione di estinzione del reato. Resta aperta solo una domamda, relativa alla motivazione di quella simulazione di reato. Su questo versante, però, non sono emersi, nel corso del dibattimento, elementi dirimenti.
13 ottobre 2017
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