AGGUATO A ROSOLINA (ROVIGO) La 16enne sarebbe stata attirata fuori casa e ferita al volto con numerosi pallini da softair. Furono denunciate ai minori due coetanee, due 20enni a processo a Rovigo

Troppo bella: "Ferita con le armi ad aria compressa"

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Una vicenda incredibile, secondo questa ricostruzione. Una 16enne vittima, a ottobre del 2015, di un agguato da parte di due coetanee e due ragazzi di 20 anni, che la avrebbero bersagliata con armi soft air. La giovane secondo questa ricostruzione dei fatti sarebbe stata attirata fuori di casa con una scusa, da un ragazzo per il quale si sapeva che aveva un debole. Venne colpita, secondo le contestazioni, da numerose pallottole di plastica modello soft air, che la ferirono, per fortuna in maniera non permanente: prognosi di pochi giorni


 

Rosolina (Ro) - Era l'ottobre del 2015 quando, secondo le indagini dei carabinieri, la 16enne venne attirata fuori di casa da un amico di 20 anni. "C'è una sorpresa per te", la laconica spiegazione. E la sorpresa c'era davvero: due coetanee  che, in auto col 20enne e un amico pure lui di 20 anni, l'avrebbero bersagliata con armi soft air, in grado di sparare pallini in gomma. La giovane sarebbe stata stata colpita anche al volto, con un proiettile che le ha rotto gli occhiali. Avrebbe potuto perdere un occhio. Davvero tanti i pallini in plastica recuperati sul luogo dell'agguato.

I quattro, all'epoca dei fatti, erano stati tutti denunciati dai carabinieri: le due 16enni alla Procura minorile, i due 20enni a quella di Rovigo. Per i secondi due, il processo si è aperto nella mattinata di martedì 18 ottobre. L'accusa è quella di lesioni personali e di violazione della legge sulle armi, oltre che di danneggiamento.

La prima ipotesi di reato deriva dal fatto che alla giovane, a seguito del tiro al bersaglio cui sarebbe stata sottoposta, furono procurate vesciche; la violazione della legge sulle armi è invece contestata in relazione al presunto porto al di fuori dell'abitazione dei due fucili da soft air; il danneggiamento per la rottura di una lente degli occhiali che la minore, secondo questa ricostruzione dei fatti, indossava all'epoca.

La querela che la famiglia della vittima aveva predisposto, assistita dall'avvocato Fulvia Fois di Rosolina, che ha poi revocato la costituzione di parte civile a seguito dell'avvenuto risarcimento, aveva poi portato alla luce una realtà che sarebbe ancora più grave: la ragazzina avrebbe subito precedenti agguati.

Difficile capire quale possa essere il movente di un comportamento del genere. Potrebbe avere influito - ipotizzava la parte civile - qualche rivalità adolescenziale, magari innescata dal fatto che la vittima è una ragazza molto avvenente. Così, in una logica perversa, qualcuno avrebbe potuto pensare di "punirla".

Nella mattinata di martedì 18 ottobre, la prima udienza del processo, di fronte al giudice del Tribunale di Rovigo Silvia Varotto, che vede imputati i due ragazzi. Entrambi avrebbero già risarcito la vittima. E' stata avanzata richiesta di messa alla prova. I due, cioè, potrebbero espiare ed estinguere i propri reati, svolgendo lavori di pubblica utilità.

"Al di là del nostro ritiro come avvocato di parte civile - spiega l'avvocato Fois - resta la vicenda che ha segnato questa ragazza e che probabilmente la segnerà per tutta la vita, dal momento che è stata presa di mira da persone che considerava amiche o, comunque, conoscenti".

La difesa, con l'avvocato Migliorini, come detto procederrà avvalendosi dell'istituto della messa alla prova, che consente, dopo un periodo di esecuzione di lavori utili alla collettività, di estinguere il reato. Chiudendo quindi la vicenda processuale senza conseguenze. "Si tratta di uno scherzo, forse pesante - spiega Migliorini - Intendiamo procedere con la messa alla prova per 'sgonfiare' questa vicenda che non avrebbe dovuto ingombrare le aule di giustizia".

17 ottobre 2017
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