COMUNE ROVIGO 130 i dipendenti che hanno dato mandato ai sindacati di procedere con la consultazione degli uffici legali per una causa collettiva contro la delibera sul salario accessorio. Chiesto anche il coinvolgimento dei consiglieri

Soldi negati: "Commissione d'inchiesta e maxi causa"

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Una assemblea dei dipendenti di fuoco, come preannunciato dai sindacati (LEGGI ARTICOLO). I lavoratori del Comune di Rovigo, dopo la delibera che di 5 anni di blocco del salario accessorio restituisce solo le briciole (LEGGI ARTICOLO), hanno dato mandato ai sindacati di procedere con il parere degli uffici legali che per l’occasione lavoreranno congiunti. E oltre alla maxi causa che potrebbe prospettarsi, la richiesta di chiarezza passa anche attraverso i consiglieri: “Chiederemo il loro coinvolgimento per proporre una commissione d’inchiesta che indaghi sulle responsabilità”



Rovigo – “Pochi soldi per 5 anni di lavoro sono una umiliazione, penso sarebbe meglio donarli in beneficienza”. “Siamo stati infamati dal sindaco Massimo Bergamin sulla stampa, dobbiamo dare una risposta epocale”. “Hanno colto l’attimo e trovato il nostro tesoretto per pagare le magagne del Comune”. E ancora “La Baldetti la stiamo pagando noi”. Sono solo alcune delle affermazioni dei dipendenti del Comune di Rovigo che ben descrivono il clima venuto a crearsi tra i corridoi di Palazzo Nodari dopo la delibera “blitz” che ha chiuso la vicenda del salario accessorio che restituisce ai 285 lavoratori comunali 200mila euro da dividersi per 5 anni lavoro nonostante i soldi trattenuti in questi anni raggiungano quota 2 milioni e 72mila euro. 

Il risultato di una assemblea partecipata da circa 130 dipendenti si può suddividere in tre punti chiave. I lavoratori del Comune hanno dato mandato ai rappresentanti sindacali di Cgil fp, Cisl fp e Uil fpl presenti, rispettivamente Paolo Zanini, Ettore Furlan e Cristina Garbin, di provvedere con tre azioni forti contro l’amministrazione che li avrebbe depauperati di un diritto, quello del salario accessorio, parte variabile del compenso che andrebbe retribuito in seguito al raggiungimento degli obbiettivi. Non un premio, come avrebbe dichiarato il sindaco Massimo Bergamin, ma il compenso per il lavoro svolto. Innanzitutto, i sindacati procederanno con il consulto legale. Per l’occasione i tre uffici legali delle corrispondenti sigle sindacali prenderanno congiuntamente in mano le carte della vicenda del salario accessorio per decidere se vi siano o meno gli estremi per procedere con una maxi causa. 

In secondo luogo i sindacati chiederanno un incontro ai consiglieri del Comune di Rovigo per domandare il loro coinvolgimento. L’idea è quella di trovare l’appoggio che si concretizzerebbe in una richiesta di commissione d’inchiesta, per far luce sulla vicenda. “In un incontro informale con la dirigente, che ci ha confermato la data della delegazione trattante che si terrà il 23 ottobre – spiegano i sindacati – ci è parso di capire che la delibera approvata dalla giunta sia il finale di un processo già cominciato e ormai obbligato. Dunque ci domandiamo: se in altri Comuni la questione è stata gestita diversamente, con i famosi piani di razionalizzazione, non è che magari qualcuno da noi abbia sbagliato? Vogliamo fare chiarezza e pensiamo che una commissione d’inchiesta sia il modo più adeguato per farla. Serve l’appoggio dei consiglieri perché è uno strumento di loro competenza”.

Infine i dipendenti hanno deciso di mandare un messaggio forte contro il sindaco Massimo Bergamin che, a loro dire, li avrebbe umiliati. “Valuteremo nei prossimi giorni come organizzarci – spiegano i sindacati – si potrebbe pensare ad una presenza massiccia in consiglio comunale e/o ad un documento condiviso, una lettera dei dipendenti a sindaco e stampa contro le accuse infamanti che il primo cittadino avrebbe rivolto ai dipendenti. I lavoratori non stanno pretendendo di ricevere ‘premi’ ma di ottenere ciò che è dovuto. Loro negli anni nonostante il blocco del salario accessorio e la nota situazione della mancanza di personale hanno continuato a raggiungere gli obiettivi e ad essere valutati in base al raggiungimento della performance, senza che i soldi corrispondenti, però, fossero erogati”.

18 ottobre 2017
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