CNA ROVIGO Oltre 3000 artigiani della Cna hanno risposto in pochissimi giorni al sondaggio proposto sulla nuova legge di bilancio

Basta studi di settore. Le imprese chiedono semplificazione 

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Hanno espresso il loro pensiero gli oltre 3000 artigiani della Cna che operano a diretto contatto con la clientela finale sia quelli inseriti in filiere produttive sulla nuova legge di bilancio in fase di predisposizione. Tra le misure auspicate infatti spiccano l’Ecobonus, la deducibilità dell'Imu, l’ammortamento per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e la riduzione della fiscalità energetica



Rovigo - Oltre 3000 artigiani della Cna hanno risposto in pochissimi giorni al sondaggio proposto sulla nuova legge di bilancio in fase di predisposizione. Particolarmente attiva anche la rappresentanza rodigina che in Veneto ha confermato di essere particolarmente attenta alle misure che toccano direttamente gli interessi della piccola e media impresa.

A livello nazionale arriva la conferma del gradimento delle detrazioni per ristrutturazioni/riqualificazione energetica e/o antisismica (Ecobonus) che risulta la misura maggiormente desiderata (32,7% di preferenze), seguita dalla deducibilità dell'Imu dal reddito d'impresa (23,7%), per la quale Cna Rovigo si è particolarmente battuta nell'ultimo periodo, e dalla proroga del super-ammortamento del 140% per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi (23,5% delle imprese).

Anche la riduzione della fiscalità energetica rientra tra le misure auspicate, essendo indicata dal 19,2% dei rispondenti, così come le misure riguardanti la riduzione del costo del lavoro sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato (17,1%) o con contratti di apprendistato.

Cna ha voluto verificare anche il gradimento delle imprese rispetto la sterilizzazione dell'Iva, prevista dal Governo e in parte già attuata con due provvedimenti: il decreto legge 24 aprile 2017, n.50 (cosiddetta "Manovrina") e il decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148 (disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili). Le imprese hanno espresso un generale apprezzamento per queste misure dato l'auspicio di non subire nuovi incrementi della pressione fiscale. Il gradimento è trasversale a tutti i settori produttivi, sia quelli che operano a diretto contatto con la clientela finale sia quelli inseriti in filiere produttive.

In definitiva, dall'indagine proposta dalla Cna emerge la necessità di operare contemporaneamente su più ambiti. Le indicazioni delle micro e piccole imprese trovano un primo riscontro nel Dl approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 ottobre ma solo il successivo dibattito parlamentare consentirà di fornire risposte più puntuali rispetto alle istanze espresse dalle imprese micro e piccole.

"Le nostre battaglie - afferma David Gazzieri - spesso passano inosservate o quasi. Oltre ai risultati conquistati con la precedente legge di bilancio come la determinazione del reddito d'impresa per cassa per le imprese soprattutto appartenenti al mondo dell'artigianato e della piccola - media impresa e il lavoro fatto sulla cosiddetta Iri (Imposta sul reddito d’impresa) ora abbiamo puntato ad incidere su altri aspetti che possano agevolare le aziende alle prese con problemi grandi relativi all'equa tassazione e alla semplificazione. Da qui nasce la proposta di abrogare gli studi di settore introducendo un nuovo strumento molto più adatto e congruo che abbiamo chiamato Isa ovvero Indicatori sintetici di affidabilità. Stiamo promuovendo inoltre la possibilità di cedere le detrazioni per lavori edili alle banche. E' una soluzione che può dare una ‘rendita decennale’ rappresentata dai decimi della detrazione riconosciuta ad un intermediario finanziario. Cna stima - conclude Gazzieri - che in due anni si possano generare oltre 23 miliardi di euro che sarebbero sicuramente impiegati nei consumi di beni e servizi da parte delle famiglie”.

25 ottobre 2017
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