ACCOGLIENZA FIESSO UMBERTIANO (ROVIGO) Prende la parola la coop Di tutti i colori che dovrebbe gestire l'accoglienza e critica pesantemente la posizione assunta dalla sindaca Luigia Modonesi

“Sei profughi non sono un’orda di barbari. Reazioni spropositate”

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L'appello ad abbassare i toni era arrivato dal prefetto Enrico Caterino (LEGGI ARTICOLO), cui ora si aggiunge anche la cooperativa che dovrebbe gestire la accoglienza. Dopo il primo annuncio di sei o sette profughi a Fiesso Umbertiano (LEGGI ARTICOLO). Immediata e durissima la reazione della sindaca Luigia Modonesi



Fiesso Umbertiano (Ro) - "Non siamo soliti alimentare polemiche, né reali né mediatiche e generalmente evitiamo di intervenire anche qualora -  e i casi sono stati purtroppo molti in questi ultimi anni – vengano riportate notizie scorrette ed infondate. In questo caso, però, riteniamo indispensabile precisare alcune questioni relative a quanto sta avvenendo a Fiesso Umbertiano".

 

Interviene la cooperativa sociale Di tutti i colori, sulla questione del possibile arrivo dei profughi a Fiesso Umbertiano: sei o sette che dovrebbero trovare spazio in due appartamenti privati di via Chiavichetta. Una possibilità contro la quale si è scagliata la sindaca di Fiesso Umbertiano Luigia Modonesi, che prende posizione contro questa possibilità, ben decisa, se possibile, a impedirne l'arrivo, tramite controlli di agibilità e altro sulle due case, alla ricerca di ogni possibilità per bloccare la trafila avviata dalla Prefettura.

"Troviamo inutile dilungarci su quanto già ricordato dal Prefetto  - prosegue il resoconto della cooperativa che dovrebbe gestire l'accoglienza - stiamo parlando di qualche persona, non di un’orda di barbari, nè di pericolosi serial killer interessati a compiere una carneficina, dunque riteniamo – ovviamente – spropositate e fuori luogo le preoccupazioni relative alla prossimità con l’asilo nido o agli anziani. Fa sorridere pensare che alcuni dei ragazzi accolti a Rovigo e Costa di Rovigo svolgono attività di volontariato proprio con quegli anziani, spesso soli, che il sindaco di Fiesso ritiene di dover proteggere".

"Per quanto riguarda la struttura, a noi risultava che il sindaco – contattato lo scorso gennaio (quando la struttura individuata era un’altra) – non avesse dimostrato la sua aperta contrarietà all’accoglienza: per questa ragione la ricerca è continuata – tra altri – anche nel territorio di Fiesso. 

Una volta individuata la struttura abbiamo azionato tutte le procedure necessarie per finalizzarne l’avviamento, avendo cura di comunicarlo alla Prefettura in modo che potesse anticipare al Sindaco l’informazione relativa all’apertura che sarebbe stata – come da prassi – poi dettagliata dai responsabili della cooperativa".

"La nostra richiesta di incontro, infatti, è stata avanzata immediatamente dopo la comunicazione avvenuta tra Sindaca e Prefetto. Ci rammarica una presa di posizione così apertamente ostile, apertamente pregiudizievole, non solo nei confronti dei beneficiari del progetto, ma anche della cooperativa scrivente, che non ha mai avuto modo di potersi presentare e poter dialogare – come prassi democratica suggerirebbe – con il sindaco".

"E’ opportuno precisare che in tutti questi anni, (nonostante la cooperativa sostenga la necessità di apportare opportune distinzioni anche tra i beneficiari dal momento che le persone – evidentemente – non posso essere tutte rispettose, educate ecc... alla stessa maniera) non si sono mai riscontrati problemi di ordine pubblico imputabili direttamente ai ragazzi accolti nei progetti di accoglienza. Nei comuni interessati dalla presenza delle nostre strutture, anche in quelli più dichiaratamente “contrari” all’accoglienza, è stato possibile sperimentare come la convivenza, quando la struttura operativa funziona, non sia assolutamente un problema per la comunità e possa, altresì, rivelarsi una risorsa".

"In tutti i Comuni i ragazzi accolti hanno manifestato la propria disponibilità a svolgere attività di volontariato e condividere momenti di convivialità con la cittadinanza; alcuni percorsi sono stati lungamente sperimentati e ora procedono con successo, altri sono in via di attuazione. Sarebbe davvero importante, per noi, poter raccontare le prassi positive; l’unico modo di sentirsi più sicuri è conoscersi, condividere e provare a costruire insieme un percorso che possa essere costruttivo e vantaggioso  per tutti. Continuiamo a sperare, confidare ed invitare il sindaco e la cittadinanza ad una collaborazione, coscienti del fatto che chi si occupa – a vario titolo – di sociale, ha la responsabilità di fungere da pacificatore e mediatore di comunità. Rinnoviamo pertanto la nostra piena disponibilità. In molti casi in Italia questo è già realtà. Ci piace sognare che possa esserlo un giorno anche a Fiesso".

28 ottobre 2017
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