SERVIZI ROVIGO Anche l’ex consigliere comunale, Matteo Masin, presidente dell’associazione Vivi Granzette, critica aspramente l’ipotesi dell’apertura del servizio comunale all’interno de La Fattoria

La farmacia che non c’ė, a Cantonazzo 

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Come il consigliere di opposizione Antonio Rossini (LEGGI ARTICOLO), l’ex consigliere e presidente del comitato Granzette-Cantonazzo, Matteo Masin, sostiene la necessità dell’apertura di una farmacia comunale in quella comunità. E non certamente, come sosteneva anche la mozione presentata dalla consigliera Silvia Menon e bocciata dalla maggioranza (LEGGI ARTICOLO), all’interno del centro commerciale La Fattoria. E spiega il perché della sua posizione



Rovigo – “La questione, è datata: ci sono state discussioni, in aula, anche ai tempi di Bruno Piva sindaco”. L’ex consigliere comunale e presidente dell’associazione Vivi Granzette, Matteo Masin, spiega la storia e le motivazioni della sua posizione assolutamente contraria all’apertura di una farmacia all’interno del centro commerciale La Fattoria, sostenendo la necessità che questo servizio pubblico si sviluppi a servizio della comunità di Granzette-Cantonazzo-Concadirame. 

“All'epoca, ricordai all'assessore Matteo Zangirolami, le rassicurazioni ai cittadini da parte dei due ex sindaci, Paolo Avezzù prima, Fausto Merchiori poi, che una eventuale nuova farmacia, che sarebbe toccata ad Asm spa per via dell'alternanza tra pubblico e privato, sarebbe finita nella zona di Granzette, in modo da servire quella comunità ma anche quella di Cantonazzo e Concadirame. Stiamo parlando degli anni tra il 2005 ed il 2008. In seguito, si trasferì in via Baruchello la Farmacia Tre Colombine, quindi, oggettivamente, sarebbe stato uno ‘spreco’, una farmacia comunale a poche centinaia di metri”. 

“Sempre l'assessore Zangirolami – continua Masin – assicurò, allora, la disponibilità dell'amministrazione comunale a favorire l'insediamento di una farmacia privata, a Concadirame. Anche questo, oggettivamente, sembrerebbe una barzelletta: chi sarebbe, quel privato, interessato ad investire in un paese tanto isolato con un bacino di un migliaio di residenti? Forse sarebbe il caso di collocare un servizio del genere a metà strada, tra le due comunità: a Cantonazzo, una località in via di espansione, non c'è un solo servizio pubblico, forse questo potrebbe essere un segnale di attenzione. E parlo di farmacia comunale, non privata, chiaramente”.

“Detto questo, con una farmacia comunale in Fattoria, ci sarebbe uno sbilanciamento verso quell'area geografica: farmacia comunale a Sant’Apollinare, dispensario della farmacia di Sant’Apollinare a Borsea, farmacia comunale in Fattoria. Col rischio, non ci fossero i ricavi sperati, che una dovesse chiudere e, siccome tra Borsea e Sant’Apollinare quella che dà meno utili è sicuramente Sant’Apollinare, si rischierebbe che quella comunità, dopo aver perso l'ufficio postale, possa perdere anche la farmacia”

“Ma siamo poi certi che sia un affare, aprire una farmacia comunale, in Fattoria? Proviamo a fare quattro conti? In Fattoria ci sono già almeno un paio di parafarmacie, quindi, se si vuol essere competitivi, i margini per i prodotti da banco, dovrebbero essere molto, molto risicati. Se ci aggiungiamo i costi, di locazione (che dovrebbero essere significativi), per le pulizie, la manutenzione, il sistema informatico e, soprattutto, per il personale (servirebbero, almeno 3 farmacisti, per coprire gli orari di apertura, quindi attorno ai 150mila euro all'anno), servirebbe un fatturato di almeno 1 milione di euro all'anno, solo per coprire le spese. Cosa non scontata, visto che i medicinali uno li prende, solitamente, come esce dal medico che glieli ha prescritti. Ed i medici, non ricevono nei centri commerciali”.

 

30 ottobre 2017
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