IL CASO ROVIGO Massimo Bergamin non avrebbe gradito la “loquacità” di Susanna Garbo, colpevole di aver spiegato la questione Baldetti alla stampa. E così compare un cartello sulla sua porta che invita a rivolgersi direttamente a lui

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Sulla porta dell’ufficio dell’assessore Susanna Garbo è apparso, nella mattinata di venerdì 3 novembre un cartello che invita i giornalisti a rivolgesi al sindaco, o alla sua porta voce, per fare domande sulla questione Baldetti. Il primo cittadino non deve aver gradito molto le informazioni fornite alla stampa dall’assessore (LEGGI ARTICOLO), su un tema che altrimenti continuerebbe ad essere nascosto nelle segrete stanze

 Rovigo – L’assessore al bilancio Susanna Garbo era già stata smentita con un comunicato che lo stesso sindaco aveva mandato alla stampa, “dimenticandosi” però di inviarlo anche a Rovigooggi.it (e non è la prima volta). Massimo Bergamin, nello specifico, dichiarava di non riconoscere la surroga, ovvero il fatto che il Comune dovesse pagare ad Unipol le rate non pagate da Veneto Nuoto sulla questione Polo Natatorio. Così scriveva nel famoso comunicato arrivato a seguito delle parole dell’assessore Susanna Garbo che aveva in realtà solo spiegato, in maniera tecnica, la questione ai giornalisti. La surroga, tra l’altro, è una cosa che aveva lui stesso affermato nella relazione di fine secondo anno di mandato (LEGGI ARTICOLO) e che, soprattutto, compare nella convenzione tra privati e Comune nella questione Polo Natatorio, decisamente vincolante.

Ma non importa se è parte di un documento firmato dallo stesso Comune, il signor sindaco non la riconosce. Va bene, staremo a vedere come finirà la trattativa. Da oggi, però, si potrà chiedere solo al sindaco, o a alla sua portavoce lo stato della questione polo natatorio (come recita il cartello apparso sulla porta dell’assessore Garbo). Ammesso e non concesso che il primo cittadino abbia voglia o tempo per rispondere. È incredibile per quanto riguarda i grandi temi della città, come polo natatorio ed ex ospedale Maddalena, che non siamo ad oggi ancora stati resi noti dal sindaco, e gli stessi consiglieri chiedono siano affrontati e discussi in consiglio  (LEGGI ARTICOLO). Ma la trasparenza sembra far paura.
3 novembre 2017
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