L'ULTIMO SALUTO (ROVIGO) Centinaia di persone, suoi ex studenti, colleghi, intellettuali, artisti e semplici cittadini hanno dato l'addio a Sergio Garbato, docente, intellettuale, studioso, giornalista

"Addio Sergio: ci hai insegnato ad amare Rovigo e il Polesine"

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Il Duomo di Rovigo pieno e si respirava una profonda commozione, che ha colpito anche il sacerdote, al momento di ricordare la figura di Sergio Garbato, spentosi nella notte tra il 5 e il 6 novembre scorsi (LEGGI ARTICOLO). Nato 75 anni fa e vissuto a Rovigo, studioso e storico, era uno degli intellettuali più conosciuti del Polesine. Socio dell'Accademia dei Concordi, per anni insegnante di lingue e letteratura straniera, amante ed esperto d'arte, Garbato aveva al suo attivo numerose pubblicazioni dedicate al territorio polesano e alla sua storia.  Giornalista pubblicista, collaboratore decennale del dorso locale del Resto del Carlino nella pagina della cultura, nel corso della sua vita è stato insignito di numerosi premi, tra cui il "Premio Città di Rovigo-San Francesco", il "Premio Rhodigium" e il Premio "Renato Salvato" a Vicenza. Aveva pubblicato, come detto, numerosissimi saggi su teatro, arte, musica e storia, come "I grandi del Polesine", "Atlant Polesano" "Rovigo e il Polesine tra Ottocento e Novecento"


Rovigo - "Ci lasci il monito ad adoperarci per rendere migliore la nostra città e il nostro Polesine". E' stato un dei momenti più toccanti del funerale, celebrato in Duomo a Rovigo alle 15 di mercoledì 8 novembre, per Sergio Garbato, docente, giornalista, intellettuale e studioso, la cui scomparsa, avvenuta nella notte tra 5 e 6 novembre scorso, dopo una malattia contro la quale combatteva da tempo, aveva colpito duramente tutta la città, e non solo. Una cerimonia con centinaia di partecipanti, profondamente commossi, nel corso della quale il tema dominante è stato il ricordo delle tante qualità, delle tante opere e dello strenuo impegno civico e intellettuale di Garbato, che lo ha caratterizzato sino all'ultimo.

Oltre ai familiari e ai parenti, ha ricordato il sacerdote, al funerale sono arrivati i suoi studenti, "cui ha trasmesso non solo la conoscenza di una lingua, ma quell'amore della cultura e del bello, quel senso della ricerca e, soprattutto, quell'amore per la sua città che lo hanno caratterizzato".

"Amava Rovigo - ha proseguito il sacerdote - la sua città, che come giornalista aveva saputo raccontare. E sino all'ultimo non ha mai lesinato nulla per animare, sollecitare, evidenziare, provocare, per attivare progettualità e conseguire miglioramenti. E' anche per questo che siamo qui oggi: per testimoniare stima e gratitudine a Sergio, per quanto ha fatto con spirito di servizio. Ci ha insegnato che vale la pena investire risorse nella nostra città".

"Negli ultimi anni - la conclusione - ha combattuto con coraggio contro la malattia. Ora lo immaginiamo a contemplare quella bellezza che ha sempre cercato".

Tra i presenti, anche Gianpaolo Berto, pittore originario di Adria e residente a Roma. In occasione di una personale ad Adria nel 2009 il suo catalogo era stato curato da Vittorio Sgarbi, Gianantonio Cibotto e proprio Garbato.
8 novembre 2017
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