POLO NATATORIO ROVIGO Il commissario straordinario Claudio Ventrice aveva presentato una proposta ad Unipol banca che avrebbe tirato fuori il Comune dalla convenzione e dai “guai finanziari”. Valeva 3 milioni e 600mila euro

Il commissario aveva già chiuso la partita, il sindaco gioca ancora

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Il Comune avrebbe pagato in denaro il valore iniziale del terreno dell’area Baldetti ad Unipol, chiedendone la restituzione a Veneto Nuoto, e si sarebbe tirato fuori per sempre dalla convenzione. Questa, in sintesi, era la proposta di risoluzione della questione del Polo Natatorio che oggi potrebbe costarci oltre 8milioni di euro (LEGGI ARTICOLO) e che il commissario straordinario, Claudio Ventrice, avrebbe risolto con 3 milioni 600mila euro e non più un centesimo da sborsare. Ma poi arrivò Massimo Bergamin


Rovigo – La soluzione, per un neo sindaco eletto con una grana milionaria sul tavolo, il suo predecessore, il commissario Claudio Ventrice, l’aveva già trovata, non solo, l’aveva fatta sottoscrivere dalle parti. Sarebbe bastato solamente seguirne le orme per un incolpevole Massimo Bergamin di “beghe” derivate dalle precedenti gestioni comunali. Per uscire da una convenzione per nulla favorevole al Comune di Rovigo il commissario Ventrice avrebbe “speso” 3milioni e 600mila euro versati da Palazzo Nodari direttamente al finanziatore Unipol per pagare gli insoluti del gestore, con la promessa da parte della banca che nessuno poi, da quel momento in avanti, avrebbe più potuto pretendere un centesimo dal Comune. Parliamo della questione del Polo Natatorio e parliamo, nello specifico, di una proposta di accordo che il Commissario aveva presentato alla banca nel febbraio del 2015 e che avrebbe evitato al Comune di ritrovarsi, come ora, con una spada di Damocle sulla testa del peso di oltre 8 milioni di euro. Ma dopo la proposta di accordo del commissario straordinario fu eletto il sindaco Massimo Bergamin, che di fatto la cestina, aspetta fino al 2017 per poi dare mandato, prima ad Asm spa ed all’amministratore unico Alessandro Duò, poi, pochi giorni dopo la bocciatura da parte degli uffici comunali, all’avvocatura civica con Ferruccio Lembo di intraprendere una trattativa, della quale allo stato attuale non si conoscono i dettagli.

Torniamo al 24 febbraio 2015 quando alla guida del Comune di Rovigo c’era Claudio Ventrice, un “super commissario” scelto dal ministero per amministrare un capoluogo rimasto senza bilancio dopo la caduta dell’amministrazione Piva. In quella data, il commissario straordinario, accompagnato dai due sub commissari Gaia Sciacca (Affiancato dalla Prefettura di Rovigo) e Massimo Zavagli (dalla Prefettura di Ferrara), dal segretario generale Michela Targa, dai dirigenti Nicoletta Cittadin, Giampaolo Ferlin e Giampaolo Volinia e dall’avvocato Ferruccio Lembo, incontrò Giovanni Castellani e Barbara Musolesi rappresentanti di Unipol Banca spa. Unipol Banca che aveva già incontrato il Comune nel luglio del 2014 e che alla fine dello stesso anno aveva avanzato “importanti richieste” a Palazzo Nodari (risulta chiaro dunque che già alla fine del 2014 vi erano problemi nella corresponsione delle rate da parte di Veneto Nuoto ad Unipol visto che la banca chiamava in causa il Comune forte della clausola di surroga prevista nella convenzione).

Il commissario proponeva un accordo a Unipol che sostanzialmente avrebbe evitato future cause legali, ma che nel pratico avrebbe anche tirato fuori Palazzo Nodari da una convenzione che avrebbe potuto in futuro soffocarlo (e gli 8 milioni chiesti oggi al Comune potrebbero essere una prova evidente della fondatezza delle preoccupazioni del commissario). Nello specifico il commissario proponeva di modificare la convenzione, contribuendo al project in denaro, a favore della banca, e rientrando quindi in possesso dell’area ceduta, ovvero dell’area dell’ex piscina Baldetti, compreso il preliminare di vendita già in essere tra Aspiag (società che oggi sta costruendo il supermercato sull’area) e Veneto Nuoto, del valore di 1 milione e 700mila euro (ovvero i soldi che Aspiag avrebbe pagato a Veneto Nuoto per acquistare l’area e che con questo accordo avrebbe invece corrisposto al Comune, “nuovo” proprietario).

In sostanza il commissario proponeva di riprendersi l’area, la cui cessione era stata la sua compartecipazione economica alla realizzazione del progetto del Polo Natatorio e di pagare il corrispettivo in denaro alla banca. E lo avrebbe pagato con i soldi già vincolati a bilancio per il saldo del lodo Baldetti (1 milione e 400mila euro, che in ogni caso avrebbe dovuto accantonare a bilancio per pagare il contenzioso ancora pendente al Consiglio di Stato), con i soldi di Aspiag (1 milione e 700mila euro di compravendita dell’area Baldetti) e con due rate da circa 250mila euro pagate tra il 2015 e il 2016. Tutto questo a patto che Veneto Nuoto restituisse l’area al Comune, rinunciasse a pretendere il pagamento del Lodo Baldetti e che il pagamento in denaro del Comune alla banca della somma di 3milioni e 615mila euro (il totale delle somme precedenti) assolvesse per sempre Palazzo Nodari da tutti gli obblighi della convenzione.

Dunque, in altre parole, il Comune, secondo l’ipotesi del commissario, avrebbe pagato la sua parte iniziale del progetto “in contanti” invece che con la cessione dell’area Baldetti a patto di non dover più pagare nulla in futuro, neanche qualora Veneto Nuoto non avesse più pagato le rate alla banca (veniva in pratica cancellata la clausola della surroga). E, dunque, Veneto Noto sarebbe rimasto gestore del Polo Natatorio e titolare del mutuo da restituire, a rate, ad Unipol. Tutto sommato, un affare per il Comune, rispetto alla situazione molto più gravosa di oggi. Ma evidentemente l’allora neoeletto sindaco Massimo Bergamin non la giudicò poi così favorevole, visto che, con la sua elezione, la proposta del commissario scomparve dall’agenda politica.
8 novembre 2017
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