L’INDAGINE ROVIGO Al via il giudizio a carico del gruppo che, tramite conoscenze con vigilantes ed ex vigilantes, sarebbe riuscito ad aprire forzieri senza necessità di esplosivi o azioni simili

“Aprivano i bancomat senza colpo ferire”: sei a processo

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni
Tutto era partito da una indagine portata avanti dai carabinieri del Nucleo investigativo, che si erano messi al lavoro su un colpo commesso il 10 settembre del 2013 ai danni dello sportello bancomat che si trova al centro Coop di Santa Maria Maddalena


Occhiobello (Ro) – Un gruppo in grado di violare bancomat senza esplosivi o azioni violente, ma semplicemente potendo contare su una perfetta conoscenza dei meccanismi di funzionamento di questi dispositivi e su agganci con vigilantes ed ex vigilantes. Questo, almeno, secondo la ricostruzione dei carabinieri e della Procura. Sei le persone per le quali si è aperto il processo nella mattinata di giovedì 9 novembre. Sono state identificate a seguito di una complessa indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando di Rovigo.

Tutto era partito dal furto messo a segno ai danni dello sportello bancomat del Centro Coop di Occhiobello, dal quale erano stati portati via, secondo le indagini, ben 100mila euro. Il tutto grazie a un'opera di scasso magistrale, secondo gli investigatori senza dubbio messa a segno da qualcuno che ben conosceva le modalità del lavoro dei portavalori e delle guardie giurate.

In questo modo, era emersa l'immagine di un gruppo che poteva contare, secondo questa ricostruzione, su agganci anche con vigilantes ed ex vigilantes. Erano arrivate anche misure cautelari. Gli arresti si erano snodati tra aprile del 2014 (LEGGI ARTICOLO) e gennaio del 2015 (LEGGI ARTICOLO), consentendo alfine di smantellare quella che, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata una banda altamente specializzata.
 
9 novembre 2017
Tecnostore Occhiobello 468x60




Correlati:

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe