SINDACATI ROVIGO Attendono un’ora in salone nonostante l’incontro fosse programmato. Sindacati ed Rsu sul piede di guerra. “Pretendiamo le sue scuse”

"Lasciati attendere invano all'incontro programmato"

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Non hanno per nulla gradito il comportamento del sindaco Massimo Bergamin, i sindacati e le Rsu, rimasti fuori dalla porta per un’ora, martedì 7 novembre, prima di andarsene, nonostante l’incontro fosse stato programmato da tempo


 

Rovigo – “Spero di non sentire dal primo cittadino la solita risposta che sostiene la nostra intenzione di strumentalizzare ogni cosa. Non è così. È stata una situazione indecorosa, noi ad attendere a pochi metri dal suo ufficio e lui non si è nemmeno degnato di uscire ad avvisarci”. Sono le parole di Paolo Zanini, rappresentante sindacale della Cgil fp, che insieme ai colleghi Francesco Malin della Cisl fp, Cristina Garbin della Uil fpl e una decina di  Rsu - ossia rappresentanti sindacali dipendenti dell'ente i cui lavoratori rappresentano - del Comune, avrebbe atteso invano un’ora fuori dall’ufficio del sindaco, nonostante l’incontro, una delegazione trattante sulle risorse per il personale del 2017, fosse stato programmato. 

Incontro che avrebbe dovuto tenersi tra i sindacalisti la dirigente al Personale, Nicoletta Cittadin, e il segretario generale Maria Cristina Cavallari. Nessuna delle due, però, spiegano i sindacati, è riuscita a presentarsi. Sarebbero infatti state entrambe trattenute dal sindaco, per questioni urgenti, nel suo ufficio.

“Il sindaco sapeva benissimo che avevamo un incontro programmato con le due dirigenti – continua Zanini – Sarebbe semplicemente bastato che fosse uscito per dirci che aveva questioni importanti da risolvere e che le dirigenti non avrebbero potuto raggiungerci. Così, si sarebbe potuta decidere un'altra data Invece nulla. È questo il rapporto che intende continuare ad avere con il personale? Un atteggiamento che dimostra ancora una volta come per lui fare politica sia un esercizio di forza, una prova muscolare, piuttosto che un servizio della città. Vorremmo delle scuse”.

9 novembre 2017
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