OMICIDIO DI VIA PASCOLI (ROVIGO) La Procura dispone la consulenza per ricostruire la dinamica esatta dell'azione del 22enne che ha ucciso la madre

L'autopsia, per chiarire l'aggressione mortale

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Dopo la convalida dell'arresto, con contestuale disposizione della misura cautelare della custodia in luogo di cura, ossia il reparto di Psichiatria dell'ospedale San Luca di Trecenta (LEGGI ARTICOLO), nella giornata di giovedì 9 novembre la Procura ha disposto l'autopsia sulla salma di Tatiana Lenuta Halapciug, la donna di 49 anni che sarebbe stata uccisa  nell'abitazione di via Pascoli, sopra il frutta e verdura e il forno Rubiero, dove viveva col marito Eduard e il figlio Bogdan Stefan Halapciug, 22 anni. A uccidere, sarebbe stato proprio Bogdan (LEGGI ARTICOLO). Un omicidio che sarebbe maturato in un contesto psicologico delicatissimo, dal momento che da tempo il giovane sarebbe stato seguito sia da una psicologa che da una psichiatra, all'Ulss 5, a causa di un disturbo con venature di misticismo, tanto che l'omicidio potrebbe essere ascritto a un tentativo di eliminare il "diavolo", credendosi Dio (LEGGI ARTICOLO). Queste sarebbero le dichiarazioni rese dal giovane al pubblico ministero già durante il primo interrogatorio. E che sarebbero state sostanzialmente ribadite di fronte al giudice al momento della convalida

Rovigo - La autopsia, per chiarire nei dettagli la dinamica dell'omicidio che avrebbe visto, secondo l'attuale ricostruzione, nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 novembre, Bogdan Stefan Halapciug, 22 anni, uccidere la madre Tatiana Lenuta Halapciug, 49 anni, sorprendendola mentre riposava su una poltrona, nell'abitazione di famiglia in via Pascoli. La donna, malata di tumore, seguiva la chemioterapia. Il padre, accorso dopo avere sentito strani rumori, non sarebbe stato attaccato in alcun modo dal figlio, così che ha potuto lanciare l'allarme.

Il primo intervento è stato gestito dal personale delle Volanti, che hanno arrestato il giovane, con gli approfondimenti poi presi in mano dal personale della squadra mobile. Già di fronte al pubblico ministero, il ragazzo avrebbe fornito dichiarazioni molto simili a un delirio mistico, paragonandosi a Dio e spiegando di dovere eliminare il "Diavolo". Affermazioni simili avevano già profondamente preoccupato i genitori. Bogdan, a quanto emerso in questa fase, era seguito da una psicologa, una psichiatra e assumeva farmaci, dietro prescrizione. Nel 2014 sarebbe avvenuto anche un tentativo di suicidio: si sarebbe lanciato dal balcone di quella stessa abitazione nella quale è maturato l'omicidio.

I parenti ne parlano come di un ragazzo buono, malato e sul quale avrebbe avuto cattiva influenza anche un brutto giro di amici. Il giorno prima della tragedia, però, ricordano, era stato tranquillo, bello. Un giro in Fattoria e la cena, tutti assieme. Poche ore dopo, il dramma. 

Le dichiarazioni già rese al pubblico ministero sarebbero poi state reiterate di fronte al giudice per le indagini preliminariDa parte sua, non a caso, la difesa - affidata all'avvocato Michele Ciolino - intende portare avanti con chiarezza la linea della non punibilità, proprio alla luce delle difficili condizioni psicologiche del ragazzo. Dichiarazioni simili sarebbero poi state ribadite di fronte al giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini, che ha disposto la convalida dell'arresto e la custodia nel reparto di Psichiatria di Trecenta, dove il giovane era stato trasferito nella giornata di martedì 7 novembre (LEGGI ARTICOLO).

Nella giornata di giovedì 10 novembre, poi, la Procura ha disposto l'autopsia, di prassi nel caso di simili tragedie, per chiarire a fondo la dinamica dell'aggressione.

10 novembre 2017
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