AMBIENTE PORTO TOLLE (ROVIGO) Drastica perdita di produzione di vongole nella laguna. Il Consorzio cooperative pescatori del Polesine chiede a Provincia e Regione Veneto che sblocchino l’iter autorizzativo del via ai lavori per una seconda bocca a mare

Vivificare la laguna del Canarin, la soluzione c’è ma serve aiuto

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Ridare vita alla laguna ed alla sua fauna: questo uno dei grandi obiettivi del Consorzio cooperative pescatori del Polesine che ha sede a Scardovari e che vorrebbe riportare a livelli normali la produzione delle vongole, negli ultimi anni scesa drammaticamente a causa della piena del fiume Po nel 2013 e l’occlusione delle bocche a mare della laguna



Porto Tolle (Ro) - Il Delta del Po è un'area di particolare pregio a valore naturalistico e riveste una notevole importanza economica e sociale per l'esercizio della pesca e soprattutto della molluschicoltura. Ne è la prova il Consorzio delle cooperative di pescatori del Polesine che ha sede a Scardovari e che conta 14 cooperative locali associate per oltre 1.500 famiglie di pescatori iscritti.

I 6.000 ettari di specchio lagunare interessano principalmente il comune di Porto Tolle, ma le cooperative del Consorzio sono anche di Porto Viro, Taglio di Po ed Ariano, e a rendersi conto della grande perdita di opportunità legata alle condizioni della laguna del Canarin sembra però essere solo il Consorzio che sta lavorando per ottenere la qualità e la certificazione dei propri prodotti nell'assoluto rispetto dell’ambiente su cui opera. 

Da quattro anni infatti il Consorzio sta portando avanti una battaglia in solitario: il ripopolamento della laguna del Canarin, una delle tre che ha in concessione assieme a quella di Scardovari e del Barbamarco. Al Canarin dal 2013 si è riscontrato il problema dell’improduttività delle vongole in conseguenza alla piena del Po. “In questa laguna all’anno producevamo dai 20 ai 25 mila quintali di vongole ed ora la produzione si è ridotta a qualche migliaio”

La laguna secondo il vicepresidente del Consorzio Emanuele Finotti deve essere vivificata dandole la possibilità di far entrare l’acqua salata del mare per poter permettere la vita e la riproduzione delle vongole. “Purtroppo attualmente c’è solo un punto in cui l’acqua del mare può entrare e se quella dolce che arriva dal Po non riesce ad uscire come un tempo, a causa dell’occlusione della bocca a mare conseguente la piena del 2013,  di conseguenza la salinità dell’acqua della laguna si abbassa facendo morire tutta la produzione di vongole” spiega Finotti.

“La soluzione secondo noi, che porterebbe comunque ad un risultato nell’arco degli anni, sarebbe quella dell’apertura di una seconda bocca della laguna, che esisteva già in passato, creando così il ricircolo dell’acqua per permettere la vivificazione delle vongole” aggiunge il biologo Emanuele Rossetti.

Un intervento che il Consorzio pescatori sarebbe anche in grado di poter finanziare pur di ridare vita alla laguna e ricreare la produzione, ma serve l’aiuto autorizzativo di Provincia di Rovigo e Regione Veneto per riuscire a risolvere il problema, che però sembrano non essersi presi a cuore la situazione che dopo anni rimane sempre la stessa. 

 

10 novembre 2017
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