POLIZIA ROVIGO Il punto di partenza, il blitz di dicembre dopo il malore che fu fatale a una giovane donna polesana. Individuata, secondo gli investigatori, una vasta rete di spaccio

Dopo l'overdose e la morte, arrivano quattro arresti

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Una operazione antidroga del personale della squadra mobile della questura di Rovigo, guidata dal vicequestore aggiunto Bruno Zito, che ha consentito di arrestare quattro persone

Rovigo - Gli arresti sono scattati nella mattinata di venerdì 10 novembre, in una operazione coordinata dalla squadra mobile della questura di Rovigo. Ben 50 gli agenti mobilitati, per dare corso a ben 12 perquisizioni, delegate dalla Procura della Repubblica di Rovigo. Le perquisizioni hannno portato a quattro arresti in flagranza di reato. L'indagine nasce da un arresto eseguito il 3 dicembre.

In quella occasione venne arrestato Nicola Gasparetto, 30 anni, rodigino, che aveva poi incassato, a genaio 2017, una condanna a due anni, sospesi con la condizionale, difeso dall'avvocato Ezio Conchi di Rovigo (LEGGI ARTICOLO). L'arresto del 3 dicembre avvenne dopo l'intervento dei soccorsi, a casa di una amica, che si era sentita male a seguito di assunzione di stupefacenti  (LEGGI ARTICOLO). La donna era poi morta, il marzo successivo (LEGGI ARTICOLO). Gasparetto era stato chiamato in causa per il ritrovamento, il 3 dicembre, di una ventina di grammi di cocaina al momento dell'intervento delle forze dell'ordine per il malore della amica. La difesa ha sempre sostenuto che si trattava di droga della donna, che il 29enne stava cercando di nascondere, dopo avere lanciato l'allarme per le condizioni di salute di lei, per evitarle guai. In primo grado, era comunque arrivata la condanna.

Per quella morte, sarebbe indagato Gasparetto, al quale di recente sarebbe stato notificato un atto avente il valore di avviso di garanzia. Si procede per l'ipotesi di reato di morte come conseguenza di altro reato. Sarebbero estranei a contestazioni in questo senso, invece, gli altri arrestati.

Da quel tragico episodio, infatti, è semplicemente partita l'indagine che ha poi portato a perquisizioni e agli arresti. Gli indagati sarebbero addirittura decine. La mobile avrebbe quindi identificato un vasto giro di cocaina, ma anche di marijuana. Nuovamente arrestato Gasparetto, che nuovamente - nel corso della perquisizione a casa della compagna, dove si trovava - avrebbe cercato di disfarsi dello stupefacente che aveva in casa: avrebbe gettato dalla finestra un bilancino di precisione, recuperato dai poliziotti. Appena entrato in casa, il cane antidroga Haiko avrebbe subito puntato verso il bagno, dove nel water sono stati trovati circa 50 grammi di marijuana, sempre secondo questa ricostruzione dei fatti. Probabile che la quantità gettata fosse maggiore. E' bastato il ritrovamento della marijuana per arrestare Gasparetto, tra l'altro ancora sottoposto alla misura cautelare della presentazione alla polizia giudiziaria.

Arrestato anche, all'esito di un'altra perquisizione, Gjeci Astrit, albanese di 48 anni, senza permesso di soggiorno. In questo caso, il cane antidroga Kamikaze ha condotto i poliziotti, secondo le contestazioni, a una scarpa. Dentro, 12 grammi di cocaina in sasso, un bilancino di precisione. In casa, circa 1800 euro in contanti, ritenuta dagli investigatori provento dell'attività di spaccio.

Infine, arrestati due fratelli albanesi di Santa Maria Maddalena, che, secondo le contestazioni, avevano circa 60 grammi di cocaia, già suddivisi in dosi pronte per lo spaccio, secondo vari tagli: un grammo, cinque grammi e venti grammi, secondo le richieste dei clienti. Uno dei due fratelli è regolare, mentre l'altro avrebbe un visto di tre mesi. Arrestati quindi Domi Bekir, 28 anni, regolare, e Domi Taolant, di 26 anni, con visto temporaneo.

Le udienze di convalida sono si sono svolte sino alla serata, in Tribunale a Rovigo, di fronte al giudice Silvia Varotto. Per Giecj è arrivata la convalida dell'arresto, con contestuale disposizione del divieto di dimora in Polesine. Assistito dall'avvocato Franco Giomo, ha negato con vigore che quei contanti fossero provento di spaccio: gli servirebbero, piuttosto, per acquistare le sigarette da rivendere nel bar tabacchi che gestisce. Arresto convalidato anche per i fratelli Taolant, seguiti dall'avvocato Cecilia Tessarin: per il minore nessuna misura cautelare, per il maggiore divieto di dimora in Polesine. Convalida e ritorno alla libertà, con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per Gasparetto, difeso dall'avvocato Ezio Conchi di Rovigo.

Tutte le difese, esaurita la fase della convalida, hanno chiesto un rinvio del processo per direttissima, fissato al prossimo 27 novembre.
11 novembre 2017
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