CYBERBULLISMO ROVIGO Rotary e Soroptimist impegnate nelle scuole di Loreo, Corbola, Ariano, Villadose, Ceregnano, San Martino di Venezze,Rosolina. L’esperto Domenico Geracitano ha messo in guardia gli studenti, i genitori e gli insegnanti contro i rischi

Imponente campagna di prevenzione contro i bulli del web

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L’imponente campagna di informazione e prevenzione è solo all’inizio. Grazie ai gruppi Rotary della provincia di Rovigo e al Soroptimist in collaborazione con gli istituto comprensivi e i comuni è stata messa in atto una minuziosa e interessante rassegna di incontri sul tema del cyberbullismo. A condurre gli incontri è Domenico Geracitano, il poliziotto scrittore, noto esperto della violenza sul web e reati legati a queste tematiche


Porto Viro (Ro) - È giunta al termine la cavalcata in Polesine di Domenico Geracitano, il poliziotto che salva i ragazzi dal cyberbullimo. Tre giorni, dal 7 al 9 novembre, in cui ha incontrato al mattino i bambini e ragazzi delle scuole, al pomeriggio i docenti e alla sera i genitori degli stessi studenti. Un imponente progetto di formazione all’uso consapevole del web e di prevenzione del cyberbullimo messo in campo dai gruppi Rotary di tutto il Polesine e dal Soroptimist. Al termine la serata conclusiva, la conviviale, a Porto Viro con la presenza dei rappresentanti dei quattro club Rotary - Altopolesine, Rovigo, Adria e Bassopolesine - e con l’intervento dello stesso Geracitano, esperto del ministero dell’Interno in materia in servizio presso la Questura di Brescia, autore di diverse pubblicazioni sul tema.

Il 7 novembre è stato Loreo il primo luogo di appuntamento con i ragazzini della quinta elementare e prima e seconda media, poi a Rosolina, mentre nel pomeriggio ad Adria ė stato il turno degli insegnanti dell’istituto comprensivo di Loreo e di Ariano. La sera la sala parrocchiale di Loreo ha ospitato l’incontro aperto a cittadinanza e soprattutto genitori dei ragazzi incontrati da Geracitano al mattino.

L’indomani, l’8 novembre, è stato il turno dell’area dell’istituto comprensivo di Villadose. Gli incontri sono stati rivolti agli alunni delle scuole di Ceregnano, Gavello, San Martino di Venezze e Villadose; nel pomeriggio l’incontro con gli insegnanti nella sede del polo scolastico a Villadose, in serata la sala Europa ha aperto le porte a genitori e interessati all’argomento.  Il 9 novembre Geracitano ha spiegato la sua lezione agli alunni delle scuole di Ariano nel Polesine, Rivà di Ariano e Corbola.

A bocce ferme, alla conviviale rotaryana, Geracitano racconta come anche i ragazzini polesani, e quindi non solo quelli di cui si apprende in tv, siano ben coinvolti dal mondo di internet. Al mattino lui dai ragazzi si fa raccontare cosa fanno sul web e i nostri figli gli dicono che fondamentalmente fanno tre cose: vedono parodie, tutorial e giocano con i videogiochi. Il più gettonato di tutti questi è il Gta, uno dei videogiochi per smartphone e iPad tra più venduti di sempre. Geracitano chiede ai ragazzini cosa fanno nel gioco Gta, la risposta la dà un bambino di 10 anni ed ė limpida:  “si uccide, si usa droga e si fa sesso”.  Ovviamente non il bambino, ma il suo avatar in cui il piccolo si identifica. L’avatar ha delle mission, come uccidere qualcuno, conquistare qualcosa, arrivare da qualche parte senza porsi problemi di “morale". Geracitano ha scoperto che qualche ragazzino dei nostri sente molto la “dipendenza” da gioco, tanto da giocarci anche di notte, quando i genitori dormono inconsapevoli nella stanza accanto. 
Gli adulti si stupiscono nel venire a conoscenza di quanto accade, ma sono loro a permetterlo, con “mancati controllo, responsabilizzazione e conoscenza”. Geracitano fa capire agli adulti che i nativi digitali, come i ragazzini che sono nati in una società multischermo per cui le tecnologie sono un elemento naturale, sono tecnicamente molto più avanzati di loro genitori e si approcciano senza alcuna difficoltà a giochi, video, contenuti mediali di qualsiasi natura. Questo sfugge agli adulti. Quindi l’abc per prevenire il cyberbullismo, che come il bullismo che nasce dall’ignoranza, è conoscere insieme. Conoscere gli strumenti, accompagnare i figli nell’uso dello smartphone, di ipad, di giochi, impararne le regole e leggere accuratamente le indicazioni nelle scatole dei videogiochi che le società che li vendono sono obbligate a mettere con trasparenza e che dicono tutto: soggetto, valori, mission, anni, e contenuti. “Quindi è importante tenere il cervello acceso, questo vale sia per gli adulti che per i figli”. "Internet blocca il cervello, fa agire di pancia. Invece bisogna pensare. Dobbiamo insegnare ai bambini ad usare le parole".

Chi è il cyberbullo dunque? "Chi insulta, ricatta, deride, minaccia attraverso la tecnologia. Miglia e miglia di persone, sostanzialmente". C’è una legge, creata ad hoc per questo tipo di problematiche, che permette ai ragazzi, anche senza l’assenso del genitore, di poter chiedere di eliminare i contenuti entro 48 ore. "Ma tutto ciò che è conservato in una cartella può ritornare nel web”. La legge permette l’istituzione nella scuola del docente antibullo, "il faro che imposta percorsi per dare maggiore acquisizione di maggiore consapevolezza nell’uso del web”, e che il ragazzo -vittima chieda direttamente al questore di fare un richiamo a chi lo sta minacciandolo o denigrando i riscattando via web.

“L’incredibile - dice Geracitano - è che il mondo virtuale è una cosa bella. Porta valori positivi, l’entusiasmo della scoperta, la facilità di accedere a un’infinità di informazioni. Per questo dobbiamo costruire la cultura della identità virtuale, partendo dalla nostra web reputation”. Questi incontri con ragazzi e genitori sono proprio finalizzati allo lo scambio di nozioni tra i valori educativi e la tecnologia. 

ll progetto proseguirà arrivando per le prima volta a toccare le scuole superiori. Gli incontri saranno ancora rivolti ad alunni e studenti, insegnanti, genitori e cittadinanza, già programmati per il 14 dicembre all’Istituto comprensivo di Lendinara e Lusia, il 15 dicembre all’Istituto comprensivo di Badia Polesine e l’Iis “Primo Levi” di Badia Polesine, l’11 gennaio 2018 al Polo tecnico di Adria.

12 novembre 2017
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