ISTRUZIONE ROVIGO Genitori e alunni dell’istituto comprensivo Rovigo 4 protagonisti dell’incontro “Navigare insieme nella rete” con Domenico Geracitano

Sul web giusto promuovere il lato positivo delle cose. Da insegnare ai ragazzi 

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La famiglia e la scuola sono le prime due agenzie educative per i ragazzi: su questi concetti si è basato l’incontro organizzato dal Rotary Club e del Soroptimist Club di Rovigo con relatore Domenico Geracitano cha ha fatto riflettere genitori e alunni dell’istituto comprensivo Rovigo 4 sui temi dell’insidie della rete. Imponente la campagna di prevenzione messa in atto dal progetto dei club Rotary e Soroptimist (LEGGI ARTICOLO



Rovigo - Continua il percorso di riflessione sul tema dell’utilizzo responsabile dei social media per l’istituto comprensivo Rovigo 4 a seguito della partecipazione nello scorso anno scolastico al progetto “Fare rete per entrare in rete. Pensa per postare”. 

Genitori e alunni sono stati protagonisti mercoledì 8 novembre di una serata dal titolo “Navigare insieme nella rete”, organizzata dal Rotary Club e del Soroptimist Club di Rovigo, con relatore Domenico Geracitano, collaboratore tecnico della Polizia di Stato, in servizio alla Questura di Brescia, autore di diverse pubblicazioni, che li ha sensibilizzati sull’importanza di essere a fianco dei propri figli quando navigano in rete.

C’è un grande problema educativo che richiede un attento intervento da parte dei genitori, anche perché ormai il cyberbullismo è moda, fa titolo, ma è solo una parte minore del problema più vasto del bullismo, ossia la poca consapevolezza della responsabilità e delle conseguenze.

L’esperto è partito dalla considerazione che la prima agenzia educativa per i ragazzi è la famiglia. Assieme alla possibilità di navigare in rete, prima di regalare uno smartphone, i genitori devono donare la conoscenza di come utilizzare al meglio uno strumento così importante al giorno d’oggi, ma anche estremamente pericoloso. 

Tablet e smartphone fanno parte della quotidianità dei nostri ragazzi, perché soddisfano esigenze profonde, importanti, strettamente legate alla loro età. È una grande opportunità di crescita, che offre nuovi modi di rapportarsi al mondo e grandi potenzialità. Come genitori si ha il dovere di accompagnare i propri figli ed educarli nell’utilizzo consapevole dello strumento, come si fa per tutte le altre attività che intraprendono.

L’esperto ha poi insistito sul fatto che, quando vengono pubblicati in rete immagini e video imbarazzanti, tutto ciò non potrà mai più essere eliminato. Ogni cosa che si pubblica in internet lascia per sempre un’impronta che va a costituire la propria web reputation, e, nel caso siano i minori a pubblicare, la responsabilità di quello che i ragazzi pubblicano e diffondono tramite internet ricade sui genitori.

 

I ragazzi non riconoscono i segnali della prepotenza vera espressa nel virtuale, anche per il lungo allenamento ai giochi online, e non pensano che le storie più brutte siano vere, siano forse le loro. Il desiderio di un mondo in cui la regola è la non regola vince su ragione e informazione, che peraltro non è sempre data. La persecuzione colpisce la vittima all’improvviso, senza alcun preavviso. Come l’impossibilità di cancellare: tutto resta inciso per sempre, sfuggito al controllo, proprietà di infinti altri.

Obbligo della prima agenzia formativa, la scuola, e, soprattutto, della prima agenzia educativa, la famiglia, è di informarsi e informare, in modo coinvolgente ed incisivo. I ragazzi devono essere educati ad affrontare il mondo virtuale, sfruttando tutte le opportunità che internet può dare, ma evitando litigi via chat, diffusione online di informazioni denigratorie, pubblicazione di immagini maliziose, esperienze ormai entrate a far parte del quotidiano di insegnanti, educatori, genitori (e soprattutto dei ragazzi).

Geracitano ha poi concluso l’incontro dicendo che l’amore è l’unico sentimento da promuovere e condividere e i ragazzi devono essere guidati a pensare prima di postare.

13 novembre 2017
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