IRAS ROVIGO Il consigliere comunale del Pd Mattia Moretto commenta la relazione della commissaria straordinaria Tiziana Stella sullo stato dell’ente. “Non sta facendo nulla per risollevare l’ente”

“Il Comune si deve riprendere Casa Serena”

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Non è per nulla piaciuta al consigliere del Pd Mattia Moretto la relazione del commissario straordinario dell’Iras Tiziana Stella, che ha illustrato lo stato dell’ente in seconda commissione consigliare (LEGGI ARTICOLO). Moretto critica punto per punto gli argomenti affrontati dalla commissaria e propone all’Iras di “restituire” Casa Serena al Comune, pretendendo anche un pagamento dovuto al miglioramento della struttura apportato negli anni



Rovigo – “Com’era già capitato durante il primo incontro, la commissaria ha dato l’ennesima prova della sua grande capacità di parlare senza dire nulla. In fondo, non posso dire che abbia mentito perché ha esattamente espresso quello che lei, da un anno e mezzo circa a questa parte, ha fatto per risollevare l’ente: nulla”. Il consigliere comunale del Pd, Mattia Moretto, figlio dell’ex presidente dell’Iras Pierantonio Moretto, critica la relazione del commissario straordinario, nominato dalla Regione Veneto alla guida dell’ente, Tiziana Stella.

“È arrivata in commissione senza uno straccio di relazione che ci permettesse di capire la situazione – commenta Moretto – Comunque, stando alle parole del commissario, l’Iras vede un buco di circa 10 milioni di euro, buona parte da imputare agli anni 2008/2009. C’è, però, da fare notare che, a differenza di quanto erroneamente sostenuto da Stella, parte di tale buco non è da definirsi debito, semmai investimento: infatti, molti interventi di grossa portata sono stati realizzati per adeguarsi alla Legge Regionale 22 che prevedeva l’adeguamento appunto a standard e dotazione organica da una parte, messa a norma delle strutture dall’altra. Se fosse mancato anche solo mezzo di questi aspetti, ci sarebbe stata la totale chiusura. Non per altro, il Prefetto di allora aveva notiziato al presidente dell’Iras e al sindaco di alloraPaolo Avezzù che se entro un mese non si fosse fatto un cronoprogramma degli interventi, si sarebbe chiuso. Con tutti i rischi annessi e connessi”.

“Il nodo più grosso rimane Casa Serena e cosa s’intende fare su questa – continua il consigliere –. Rilanciarla con nuovi servizi o chiudere e compattare il più possibile su San Bortolo? Stando alle parole e all’operato della commissaria non c’è nessuna idea concreta e costruttiva che possa permettere un rilancio della struttura. Infatti, non si registra un significativo miglioramento nel rilascio delle impegnative di residenzialità, (non è neanche stata fatta richiesta per nuove tipologie di ospiti) e nel numero di ospiti in ingresso”.

“Mi domando, inoltre: visto che la battaglia per ‘accaparrarsi’ nuove tipologie di ospiti non la volete fare (e se fosse per me questa sarebbe la soluzione, solo così si potrebbe rilanciare un ente che ha secoli di storia), perché ostinarsi a rimanere nel limbo, a non far niente, provocando ogni giorno che passa un allargamento del buco? Non converrebbe, forse, agire con coraggio applicando la clausola di recesso, previdente che alla cessazione del rapporto l’immobile ritorni di proprietà del Comune, fatto salvo il riconoscimento da parte del Comune all’Iras dell’aumento di valore conseguito dai beni patrimoniali (migliorie che si attestano sui 5 milioni di euro)? Non ci sarebbe alcun problema né per gli ospiti né per il personale, in quanto con i numeri attuali starebbero alla perfezione all’interno della sola struttura di San Bortolo, realtà che se al completo non avrebbe alcun problema di natura finanziaria (quindi, nessun licenziamento)”.

“Insomma – conclude Moretto – appare sempre più palese come la volontà di questa amministrazione sia quella di lasciare le cose così come stanno, nell’attesa di trovare un accordo politico che tuteli la stabilità della maggioranza e che porti a nuova nomina del cda. Questo non far nulla da parte del commissario fa pensare, però, che tutte le problematiche trovate dalla Regione Veneto che hanno portato al commissariamento, così gravi non fossero, anche perché altrimenti occorrerebbe commissariare il commissario, che grazie al suo immobilismo potrebbe essere corresponsabile del fallimento dell’ente”.

14 novembre 2017
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