LA PROPOSTA (ROVIGO) Il presidente della Provincia sposa l’idea dell’ex assessore alla cultura Andrea Donzelli: “L’edificio potrebbe diventare una succursale dell’Università. Solo così daremo vita al centro storico”

Se la scuola si sposta il Celio potrebbe ospitare spazi per i giovani

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Il presidente della Provincia, Marco Trombini, rilancia l’idea dell’ex assessore Andrea Donzelli: trasformare il palazzo di via Badaloni, sede del liceo Celio, in una sorta di costola dell’Università rodigina, quando questa verrà trasferita a Palazzo Angeli. Nel palazzo di via Badaloni potrebbero avere sede gli uffici dei docenti, una sala studio e la biblioteca: “Solo rendendo il centro a misura di studente riusciremo a rivitalizzarlo”



Rovigo – “Fermo restando che se vi fosse la possibilità di lasciare il liceo Celio nel suo edificio storico la sposeremo. Ma se così non dovesse essere prendo in prestito l’ottima idea dell’ex assessore Andrea Donzelli ovvero quella di ripensare la struttura come un luogo di appoggio per l’università che, una volta spostata in centro, a palazzo Angeli, potrebbe trovare nel palazzo di via Badaloni la sede per la biblioteca, per una sala studio e per gli studi dove gli insegnanti potrebbero ricevere gli universitari”. A rilanciare l’idea, proposta molto tempo fa durante un tavolo di confronto dall’ex assessore alla cultura del Comune di Rovigo, Andrea Donzelli, è il presidente della Provincia, Marco Trombini.

Secondo Trombini, solo gli studenti universitari potrebbero dare vita ad un centro “ormai morto e sepolto”. “Credo sia il futuro per la città, se vogliamo valorizzare il centro – spiega – Università in centro e luoghi dedicati agli studenti ripopolerebbero i palazzi ma darebbero anche un impulso all’economia di bar e ristoranti, di negozi e anche degli affitti”. Un’idea che il presidente del consiglio Paolo Avezzù condivide pienamente. Ma non è l’unica ipotesi. Qualcuno per il palazzo di via Badaloni avrebbe anche ipotizzato di realizzare, sempre qualora gli studenti fossero spostati nell’ex stabile del Marco Polo in via De Gasperi, una casa della cultura, o ancora di adibire l’edificio ad centro giovanile per offrire gli spazi - sale studio, sale prove di musica, biblioteca, sale video e sale riunioni o di ritrovo - a tutti i giovani alla ricerca di un luogo da condividere dopo l’appuntamento scolastico. La gestione in questo caso potrebbe essere affidata ad una cooperativa o ad una associazione giovanile.

16 novembre 2017




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