CULTURA ROVIGO Martedì 21 novembre alle 18 nella Sala Oliva dell’Accademia dei Concordi, Lorenzo Busson presenta il suo nuovo libro: "Autopsia della buona scuola"

Per la buona scuola è tempo di... Autopsia

Bancadria 730x90 esclusiva

Ha sempre abituato i suoi lettori a vedere narrati i problemi dei giovani dalla sua prospettiva, quella di professore degli istituti superiori. Ora, Lorenzo Busson si ripresenta al grande pubblico per puntare i riflettori sulla riforma della Buona Scuola che, secondo la sua esperienza, avrebbe fatto morire il sistema d’istruzione italiano e che starebbe danneggiando gli stessi giovani protagonisti dei suoi racconti. “Autopsia della buona scuola", il nuovo libro del professore rodigino, affronta, con sarcasmo, la triste evoluzione della scuola italiana



Rovigo - È in libreria la nuova fatica letteraria di Lorenzo Busson, docente di diritto ed economia politica, che, con “Autopsia della buona scuola”, torna sul "luogo del delitto": dopo il successo di "Studenti Serpenti" (Biblioteca dell'Immagine, 2001), l'autore rodigino ha pensato di descrivere le ultime vicende di quello che ritiene un vero e proprio degrado scolastico. La presentazione del libro è fissata per martedì 21 novembre alle ore 18, in Accademia dei Concordi a Rovigo e vedrà la partecipazione di Antonio Lodo e dello stesso Busson. 

Entrando nel merito del libro, si può dire che, secondo la visione dell’autore, all'interno della scuola, da secoli, si ripetono rituali identici, situazioni standard, luoghi comuni. Ma la scuola del 2017 ha delle specificità mai prima riscontrate, almeno in Italia: è la "Buona scuola", riformata dalla legge 107 del 2015," dettata dai poteri economici e messa diligentemente in atto dal Governo e dal Parlamento italiani", accusa Busson.

È una scuola che, secondo l’autore, starebbe distruggendo dal di dentro ogni residuo di pensiero critico rimasto nella società, prevedendo esperienze di lavoro non qualificato e non pagato per gli studenti. Lavoro che, ci dice Busson, sottrarrebbe mesi di attività didattica e aumenterebbe “ignoranza, incompetenza, approssimazione”.

 

“È la scuola – prosegue il professor Busson - delle sigle grottesche e incomprensibili (Pof, Fis, Bes, Pon, Pirls...) usate, senza alcun senso del ridicolo, da coloro che credono veramente in un progetto finalizzato a mandare i cervelli all'ammasso.  La scuola è diventata una fabbrica ed è quindi morta come scuola. Si è però finto che scoppi di salute ed è stata chiamata ‘Buona scuola’”.

L'autore, chiaramente in dissenso con questo sistema d’istruzione, pensa di procedere dunque all'autopsia di quello che resta della scuola italiana. Si propone di rappresentare dall'interno questa graduale dissoluzione, con lo stile ironico che gli è consueto, con il sarcasmo a cui ci ha abituati nei suoi precedenti lavori. Lo fa, si potrebbe dire, mettendo in scena gli attori che ogni giorno operano tra le mura scolastiche: ne risulta una pièce a metà strada tra la tragedia e la farsa. 

 

17 novembre 2017




Correlati:

Seren automobili affiliazione fino a dicembre 2017