RUGBY ECCELLENZA Perdere all’ultimo secondo non fa piacere a nessuno, il coach del Calvisano, Massimo Brunello, non ha gradito la direzione di gara. La FemiCz Rovigo deve però recriminare sulla prima meta

Brunello se la prende con Liperini: “Come due anni fa in finale”

FemiCz Rovigo - Calvisano: L'arbitro Liperini
FemiCz Rovigo - Calvisano: Massimo Cioffi
FemiCz Rovigo - Calvisano: il pubblico rossoblù
FemiCz Rovigo - Calvisano: Pj Parker
FemiCz Rovigo - Calvisano: Jordan Davies
FemiCz Rovigo - Calvisano: Il passaggio di Mantelli che ha consentito a Barion di segnare la meta
FemiCz Rovigo - Calvisano: Massimo Brunello
FemiCz Rovigo - Calvisano: L'arbitro Liperini
FemiCz Rovigo - Calvisano: Massimo Cioffi
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Massimo Brunello: “L’anno scorso su 4 partite, a parte una in coppa tirata, le altre le abbiamo sempre dominate, è su queste partite qua che fa la differenza l’arbitro come è stata in finale due anni fa”. Stefano Bettarello: “Che Calvisano recrimini sugli arbitraggi è una cosa che personalmente, ed è condivisa da molti, lascia il tempo che trova”.  

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Rovigo - Rovigo - Calvisano non finisce mai all’80’, questo è chiaro. Figurarsi se una partita vinta in extremis poteva risparmiare qualche frecciatina al direttore di gara. La verità è che il Calvisano non ha chiuso quando ha dovuto, il Rovigo ha subito una meta che era chiaramente irregolare.

“Abbiamo perso su episodi - commenta coach Massimo Brunello - perché se l’ultimo calcio in touche andava fuori probabilmente stavamo a parlare di un’altra partita, però dopo è stato bravo il Rovigo a contrattaccare e a tenerci là. Poi su una partita giocata così sul filo ci sono sempre mille cose da recriminare. Non apro la parentesi sugli arbitri perché poi sennò viene fuori la solita polemica quindi sto zitto. Però come due anni fa in finale, guardando le clip mi diranno sì hai ragione abbiamo sbagliato, perché è evidente, non è una cosa opinabile, noi intanto abbiamo perso la partita. La partita è stata giocata bene da tutte e due le squadre, ognuna con le sue caratteristiche, ripeto è stata decisa da qualche episodio”. 

Quello di Brunello non è uno sfogo, lo fa quasi sottovoce, ma anche la FemiCz Rovigo ha qualcosa su cui recriminare. Liperini non concede una sacrosanta meta tecnica nel finale (sarebbe stata la seconda), ma soprattutto il suo assistente non vede che l’azione che porta in meta Tuivaiti nei minuti iniziali, è chiaramente viziata da un passaggio in avanti.

“Sapevamo che la mischia chiusa era il punto forte del Rovigo - spiega Brunello - per noi il nostro punto debole, secondo me l’abbiamo tirata bene fino alla fine tranne la meta tecnica, le altre sono sempre state lì lì. Quella che non capisco forse è stato il calcio di punizione preso in attacco senza neanche ingaggiare, ormai bisogna anche stare attenti al partito preso dove uno forte e l’altro è debole. Però andiamo avanti, questa è la settima giornata, abbiamo un po’ di punti in meno rispetto all’anno scorso, mi pare 4. La partita è stata giocata bene, abbiamo giocato bene come sapevamo, li abbiamo messi in difficoltà in touche. Dopo è stato bravo il Rovigo su una palla che doveva andare in touche al 39’ l’abbiamo tenuta in campo e abbiamo costruito l’attacco, poi sulle successive azioni hanno fatto la mischia e ahimè poi abbiamo preso il giallo e tutte le conseguenze”. 

“Dobbiamo stare attenti sui calci regalati - spiega Brunello - ma per il resto è andata abbastanza bene.  Brucia perché quando perdi all’ultimo minuto, non puoi dire che abbiamo avuto una brutta prestazione, succede e ci sta. Non è la solita partita col Rovigo perché l’anno scorso su 4 partite, a parte una in coppa tirata, le altre le abbiamo sempre dominate, è su queste partite qua che fa la differenza l’arbitro come è stata in finale due anni fa, e come è stata 2 anni fa in regular season. Noi perdiamo 4 partite in due anni e mezzo di regular season, questa è la quarta. Ne abbiamo perso due il primo anno, una il secondo e una il terzo. Andate a vedere come le abbiamo perse: mai subendo più mete degli avversari, sempre punto a punto e così via. Rimaniamo comunque primi, ma mi spiace per i ragazzi, ma ci sta perdere anche all’ultimo minuto. Noi potevamo forse chiuderla prima”.

Sulle critiche alla direzione di gara, il direttore sportivo della FemiCz Rovigo, Stefano Bettarello, risponde  “Massimo è un uomo di campo e logicamente vede la partita come la vediamo tutti, ovvero con l’occhio dalla propria parte. Però che Calvisano recrimini sugli arbitraggi è una cosa che personalmente, ed è condivisa da molti, lascia il tempo che trova.  La mischia giallonera, dopo il cartellino giallo, continua a mettere il pilone che spinge dall’interno per impedire l’avanzamento. Era addirittura da cartellino rosso, perché se l’arbitro ha dato due gialli e continui a farlo vuol dire che è deliberato. Comunque loro sono molto tosti. La prima meta del Calvisano era viziata da un passaggio in avanti, e non è il primo (chiaro riferimento alla meta della finale scudetto del 2017)”.

Tornando al match l’ex mediano d’apertura azzurro evidenzia il valore dell’avversario “Il Calvisano è una squadra molto buona, Rovigo da battaglia. Non so se meritavamo un qualcosa in più, per me sì. però magari sono di parte. Qualcosa in più potevamo raccoglierlo. L’incursione di Cioffi e quella di Davies meritavano la meta. Complimenti a tutti. Sono stati bravissimi”. 

Da qualche partita, ovvero da quando è titolare inamovibile, il mediano d’apertura toscano sta sfoderando prestazioni sempre più convincenti: “Leonardo Mantelli sta crescendo molto bene e ha tenuto con autorità e sicurezza il gioco. All’ottantesimo ha calibrato un passaggio perfetto per Guido Barion, perché bastava solo fosse 2 centimetri più indietro  e perdeva l’abbrivo e non sarebbe mai andato in meta. E’ stata un po’ come una situazione fotocopia della partita di ieri dove l’Argentina ha segnato contro l’Italia”. 

Sul futuro e sul valore di questo successo, anche se il Calvisano rimane saldamente in testa alla classifica, il direttore sportivo ammette “Effetti psicologici? Spero, anzi obbligo moralmente i ragazzi da domani, anche se saranno in vacanza, di pensare ai Medicei, perché contro di loro sarà un’altra battaglia”.

Giorgio Achilli

 

 

19 novembre 2017




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