IL CASO DEL CELIO ROVIGO Bocciata la mozione del consigliere Michele Aretusini che impegnava l’ente a progettare la riqualificazione del palazzo storico di via Badaloni. “Uffici tecnici già troppo impegnati”

Nessun dubbio in Provincia: il liceo sarà trasferito 

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Non passa l’esame dell’aula consigliare la mozione di Michele Aretusini che voleva impegnare gli uffici a realizzare un progetto di riqualificazione del palazzo storico di via Badaloni per scongiurare l’ipotesi di un trasferimento del liceo Celio (LEGGI ARTICOLO). Il delegato ai lavori pubblici, Giovanni Rossi è chiaro: “Gli uffici lavorano per progetti già finanziati. Sistemare il palazzo di via Badaloni non è una priorità”


Rovigo – “La scelta di spostare il liceo Celio-Roccati nella sede dell’ex Marco Polo di via De Gasperi è stata concordata a seguito di diverse valutazioni e incontri con la dirigenza scolastica, la quale ha ravvisato notevoli vantaggi in ordine al miglioramento dell’efficienza e dell’organizzazione dei propri plessi scolastici, attualmente dislocati su più sedi (via Carducci, via Badaloni e via Silvestri)”. Sono le parole del consigliere provinciale Giovanni Rossi, che detiene la delega ai lavori pubblici, al quale è affidata la risposta alla presentazione della mozione presentata dal consigliere Michele Aretusini, che proponeva al consiglio provinciale di impegnare il presidente Marco Trombini nel dare mandato agli uffici per la realizzazione di un progetto di riqualificazione del palazzo di via Badaloni che ospita il liceo Celio.

“Con lo spostamento della sede del plesso di via Badaloni e di quello di via Silvestri, nonché di alcune classi che si trovano nella sede centrale di via Carducci in un unico contenitore, l’ex Marco Polo, la scuola verrebbe a funzionare su due plessi anziché tre – continua Rossi – Si creerebbero quindi consistenti economie gestionali per la manutenzione e i costi di funzionamento che questo ente deve sostenere in questo periodo di ristrettezze economiche. Sono stati svolti in questi anni numerosi interventi manutentivi per il mantenimento in piena efficienza del contenitore di via De Gasper, edificio progettato e costruito proprio per ospitare una scuola, con tanto di certificato anti incendi. In questa sede, tra l’altro, c’è anche la palestra annessa all’istituto scolastico, mentre nella sede di via Badaloni chiaramente non c’è. Anche per questo si è deciso di offrire agli studenti una sede completa di struttura sportiva e di spazi più ampi di quelli che ha oggi a disposizione”. 

Una lunga premessa che conduce il consigliere provinciale Giovanni Rossi ad entrare nel merito della mozione di Aretusini e a spiegare la sua contrarietà e quella della maggioranza, presidente Marco Trombini compreso. “La programmazione per le opere pubbliche già avviate o in corso di progettazione impegna ed impegnerà il personale tecnico dell’ufficio per alcuni anni per opere pubbliche già dotate di finanziamento. Impegnare l’ufficio tecnico, già a corto di personale, per la progettazione di un edificio per altro privo di finanziamento e su cui si hanno particolari dubbi sulla opportunità di un suo riutilizzo ai fini dei compiti istituzionali, comporterebbe gravi ritardi negli adempimenti di progetti già finanziati con il rischio di perdita dei fondi assegnati”.

Con 54 edifici da mantenere, molti finanziamenti già ottenuti da gestire (LEGGI ARTICOLO) e le continue richieste dei dirigenti scolastici, insomma, per il consiglio provinciale la richiesta di sistemare il palazzo storico di via Badaloni è una cosa in più, non una necessità, soprattutto alla luce del fatto che una scuola pronta ad accogliere gli studenti, attualmente vuota, c’è già. Mozione bocciata.

 

 

20 novembre 2017




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