PREMIO SAN FRANCESCO 2017 ROVIGO Il riconoscimento è stato consegnato alla Federazione Maestri del Lavoro, a Enzo Bellettato e alla memoria di Gian Antonio Cibotto

La riconoscenza della città a chi l’ha resa grande 

Alessandra Sguotti, il sindaco Massimo Bergamin, Enrico Zerbinati e il professor Luigi Costato
Enzo Bellettato premiato dall'assessore alla Cultura Alessandra Sguotti e dal sindaco Massimo Bergamin
La federazione maestri del lavoro d'Italia premiata dall'assessore alla Cultura Alessandra Sguotti e dal sindaco Massimo Bergamin
premio a Gino Antonio Cibotto consegnato dall'assessore alla Cultura Alessandra Sguotti e dal sindaco Massimo Bergamin
Il professor Luigi Costato ha chiesto prima della cerimonia di osservare un minuto di silenzio in memoria di Sergio Garbato
Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Quest’anno il premio San Francesco 2017 è stato consegnato alla Federazione Maestri del Lavoro – Consolato di Rovigo, a Enzo Bellettato, presidente del Gruppo Astrofili polesani e alla memoria dello scrittore e giornalista Gian Antonio Cibotto. La cerimonia si è tenuta nella serata di venerdì 24 novembre in Accademia dei Concordi  alla presenza del sindaco Massimo Bergamin, dell'assessore alla cultura Alessandra Sguotti e dei componenti della Commissione premio San Francesco 


Rovigo – Dopo gli onori di casa del presidente dell'Accademia, Enrico Zerbinati, che ha invitato i presenti ad osservare un minuto di raccoglimento in ricordo di Sergio Garbato, che era stato uno dei promotori del Premio, nonché componente della commissione, la cerimonia tradizionale della consegna del Premio San Francesco è stata aperta da un concerto a cura di Milena Dolcetto al pianoforte e Michele Ballo al violoncello. “Il premio San Francesco, dal 1990, annualmente, viene conferito a coloro che si sono distinti nella nostra città, ne hanno dato lustro, l'hanno elevata – spiega il sindaco Massimo Bergamin – Richiama il nome del nostro Santo Patrono che, tradizione vuole, si sia fermato per una notte nella nostra Rovigo”.  

Ecco le motivazioni della commissione, i cui componenti sono il sindaco, don Marino Zorzan, Anna Paola Nezzo, Valeria Baruchello Laganà, Luigi Costato e Raffaele Peretto, per l’assegnazione del premio, che quest’anno è andato alla Federazione Maestri del Lavoro – Consolato di Rovigo, a Enzo Bellettato, presidente del Gruppo Astrofili polesani e alla memoria dello scrittore e giornalista Gian Antonio Cibotto.

“Riconoscimenti ed attestazioni ottenuti in campo nazionale dalla Federazione Maestri del Lavoro d'Italia – Consolato Provinciale di Rovigo – per l'impegno profuso nei confronti delle nuove generazioni testimoniano il valore di questo Consolato composto da cittadini insigniti della ‘decorazione della Stella al Merito del Lavoro’. Tale onorificenza viene attribuita a coloro che si sono particolarmente distinti nel mondo del lavoro per impegno, professionalità e spiccato senso del dovere, il tutto riconducibile a uno stile di vita di alto profilo sociale.  L'attribuzione del Premio San Francesco Città di Rovigo vuole esprimere la riconoscenza della cittadinanza alla Federazione Maestri del Lavoro d'Italia – Consolato  Provinciale di Rovigo – per l'impegno profuso presso gli istituti e le scuole professionali della provincia con l'intento di sensibilizzare e diffondere  i valori del lavoro, della parità di genere, della prevenzione e della sicurezza e di promuovere il rispetto della legalità, al fine di favorire l'inserimento delle giovani generazioni nel mondo del lavoro, offrendo strumenti che li aiutino nelle loro scelte professionali”.  

“Enzo Bellettato, laureato in Pedagogia all’Università di Padova e successivo diploma di perfezionamento sui Diritti della Persona e dei Popoli, di professione insegnante e direttore didattico, coltiva nel contempo interessi e attività in vari campi del sapere e del vivere sociale e umano. Negli anni ’90 promuove la Consulta per la Pace e i Diritti Civili del Comune di Rovigo della quale sarà Presidente per tre anni. Appassionato di astronomia diviene presidente del Gruppo Astrofili Polesani e cura la fondazione dell’Osservatorio Astronomico Pubblico e del Planetario Civico. Con lui la Città vanta il primo membro onorario dell’associazione Planetari italiani fondata nel 2008 che confedera i planetari a livello mondiale. Collabora con vari gruppi e associazioni culturali della città come la Minelliana, Ande Cante e Bali, i Bonbasini, le Ciaramelle-Musicanti del Polesine. Con Enzo Bellettato, grazie al suo impegno e alla sua dedizione, oggi noi rodigini possiamo scoprire le stelle e conoscere l’universo, possiamo fare nostri il rispetto dei diritti civili e il valore della pace, e ancora essere orgogliosi della nostra storia locale e delle nostre tradizioni musicali popolari”

“Gian Antonio Cibotto, scrittore, giornalista e critico letterario, ha dedicato la sua vita alla cultura, e in particolare al Polesine e al Veneto. Egli è morto lo scorso 12 agosto all’età di 92 anni, compiuti il precedente 8 maggio, poco dopo le 14, nella sua villa di viale Trieste, a Rovigo. È stato autore di opere importanti quali le Cronache dell'alluvione del 1951, de La coda del parroco, che a suo tempo fu al centro di più di una discussione, ma che in realtà era la cronaca della vita di ragazzi di provincia, di Scano Boa e San Bastiano con la viola in mano. Fu per molti anni giornalista letterario de Il Gazzettino. Cibotto si è sempre interessato a letteratura e teatro, alternando la narrativa alla saggistica, ed ha vissuto per molti anni a Roma. Ha scritto tanto, ricevendo prestigiosi premi letterari quali il premio Marzotto con La vaca mora, il premio Comisso con Stramalora, il premio Salotto veneto con Il doge è sordo. Cibotto, inoltre, è stato tra i primi, nel dopoguerra, a recuperare Angelo Beolco, detto il Ruzzante, del quale ha curato la pubblicazione di una raccolta intitolata Il meglio di Ruzzante, e la traduzione dei dialoghi dell’autore ‘pavano’  del ‘500. In materia di teatro non si possono dimenticare il fortunatissimo Teatro Veneto e la versione di una celebre commedia di Pablo Picasso intitolata Il desiderio preso per la coda. Di lui hanno scritto tutti i critici più qualificati, da Cecchi a Pancrazi, da Bo a Palmieri, a De Benedetti. Non si può inoltre dimenticare che ha fondato alcuni dei premi più noti organizzati nel nostro paese, dal Campiello al Comisso all'Estense”.

 

 

24 novembre 2017




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