DIRITTO E TUTELA 3.0 L’avvocato Fulvia Fois dà le indicazioni utili per avere ristoro dei danni materiali e dei danni alla persona quando si presenta un sinistro stradale 

Tutte le mosse da fare per ottenere il risarcimento  

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Risarcimento diretto o indiretto? Quali le tempistiche? Se il danneggiato è il terzo trasportato a chi deve essere rivolta la richiesta di risarcimento danni? Come fare se l’incidente è causato da veicolo non assicurato e non identificato? A chi va richiesto il risarcimento dei danni in questo caso?

Fulvia Fois, avvocato, nella rubrica Diritto e tutela 3.0 risponde a queste e molte altre domande



Rovigo - Il rischio di rimanere coinvolti in un incidente stradale è in netto aumento, considerata la vita frenetica con continui spostamenti che si rendono necessari quotidianamente pressoché per tutti noi, con conseguente possibilità di subire danni materiali o danni alla persona.

Di fondamentale importanza, soprattutto in caso di sinistri dalle conseguenze rilevanti, come in caso di lesione alla persona grave o addirittura omicidio stradale, è quella di accertare senza ritardo la dinamica con l’ausilio di un perito nominato appositamente. Pur vero che in detto caso la Procura della Repubblica territorialmente competente apre un fascicolo e dispone un accertamento tecnico irripetibile, ex art. 360 c.p.p., nell’ambito del quale sia la persona sottoposta ad indagine sia le persone offese possono nominare un proprio consulente di fiducia.

Buona norma, almeno per la scrivente, è quella di nominare sollecitamente un proprio consulente esperto nella ricostruzione della dinamica del sinistro che possa visionare i luoghi del sinistro prima che il loro stato muti, nonché i mezzi coinvolti.

In ordine alla quantificazione dei danni alla persona sarà necessario attendere l’avvenuta guarigione per poi sottoporla a visita medico-legale ai fini della determinazione del danno da invalidità temporanea e permanente anche specifica lavorativa.

Ma andiamo con ordine.

In caso di sinistro stradale chi è tenuto a risarcire i danni?

Il responsabile del sinistro stradale e la sua compagnia sono tenuti al ristoro di tutti i danni subiti dalla vittima, sia materiali (es. auto, danni alle cose…) che alla persona (es. biologici temporanei e permanenti, morali…) e nel caso di incidente mortale il diritto al risarcimento spetterà ai parenti e prossimi congiunti (es. danno per la morte del congiunto, danno morale, danno patrimoniale emergente e da lucro cessante, ..ecc.), onde per cui è necessario attivare tempestivamente quanto correttamente la procedura di risarcimento dei danni.

Quindi nel caso in cui si rimane coinvolti in un incidente stradale quale la normativa di riferimento? Cosa fare per correttamente improntare la richiesta di danni?

Per il nostro ordinamento, le procedure per il risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti sono indicate nel cosiddetto Codice delle Assicurazioni Private (D. Lgs. 209/2005) e sono due:

- la procedura di risarcimento diretto, per l’ipotesi di sinistri tra due veicoli, da promuovere nei confronti della propria compagnia di assicurazione,

- la procedura di risarcimento ordinaria, da promuovere in tutti gli altri casi nei confronti della compagnia assicurativa della controparte del sinistro.

 

In entrambi i casi, la prima cosa da fare, a prescindere dal fatto che si abbia ragione o torto o via sia un concorso di colpa, è quella di denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa entro tre giorni dal fatto (art. 1913 c.c.).

Se i soggetti coinvolti sono nelle condizioni di farlo, subito dopo l’incidente dovranno compilare e sottoscrivere il modulo blu, meglio conosciuto come CID o modello di constatazione amichevole, che poi dovrà inviare alla propria compagnia assicurativa insieme alla denuncia di sinistro.

Nel modulo blu andranno riportati tutti i dati del sinistro, quali la descrizione dell’evento, le generalità dei soggetti coinvolti, i modelli e le targhe delle auto, i dati dei soggetti proprietari delle auto se diversi dai conducenti, gli estremi delle polizze assicurative delle vetture, l’eventuale intervento delle Forze dell’Ordine, la presenza di feriti, di testimoni e ogni altra informazione utile.

Chi omette di denunciare il sinistro rischia di perdere il diritto all'indennizzo (art. 1915 c.c.) e se la denuncia viene firmata congiuntamente dalle due parti, le dichiarazioni in essa contenute si presumono vere sino a prova contraria.

 

In quanto tempo si prescrive il diritto ad ottenere il risarcimento dei danni da sinistro stradale?

Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in 2 anni dal sinistro (art. 2947 c.c.).

Entro questo termine, quindi, fermo restando l'obbligo di denunciare il fatto alla propria assicurazione entro tre giorni, vanno obbligatoriamente avviate le procedure di risarcimento.

 

Quando si applica la procedura di risarcimento ordinaria?

La procedura di risarcimento ordinaria (art. 148 del Codice delle Assicurazioni Private) si applica in tutti i casi in cui non è utilizzabile quella di risarcimento diretto e il danneggiato dovrà rivolgere le proprie richieste al danneggiante e alla sua compagnia assicurativa.

 

Se a seguito del sinistro stradale sono derivati solo danni materiali cosa bisogna fare?

In questo caso il danneggiato deve inviare una richiesta di risarcimento (tramite lettera raccomandata a/r, consegna a mano, telegramma, telefax o e-mail, in quest’ultimo caso se previsto dal contratto di assicurazione) all’assicurazione della controparte, indicando la descrizione dell’incidente, i dati anagrafici e fiscali dei soggetti danneggiati, il luogo, la data e l’ora in cui le cose danneggiate sono disponibili per essere periziate.

Se a seguito del sinistro sono derivati anche danni alla persona cosa bisogna fare?

Se le lesioni riportate comportano un’invalidità permanente superiore al 9% o la morte, la richiesta di risarcimento dei danni deve contenere anche l’indicazione completa dei dati delle persone che hanno subito le lesioni o che sono decedute, la loro età, attività lavorativa, il loro reddito, l'entità delle lesioni, allegando anche le certificazioni mediche, inclusa quella di avvenuta guarigione, l’eventuale diritto a prestazioni da parte di assicurazioni sociali, il certificato di morte e lo stato di famiglia delle persone decedute.

Entro quale termine, dal ricevimento della documentazione completa, la compagnia assicurativa deve formulare un'offerta al danneggiato, oppure deve specificare le ragioni per cui ritiene di non formulare alcuna offerta?

Tali termini sono i seguenti: 30 giorni se il modulo blu è stato sottoscritto dai conducenti coinvolti, 60 giorni per i soli danni alle cose, 90 giorni se vi sono stati anche danni alle persone.

E’ però bene sapere che quando vi siano stati danni alla persona, il danneggiato è tenuto a sottoporsi agli eventuali accertamenti medico legali richiesti dalla compagnia assicurativa del danneggiante ed in questo caso il termine di 90 giorni viene sospeso.

 

Quando la compagnia formula un’offerta, quali possibilità si aprono per il danneggiato?

Si aprono essenzialmente 3 possibilità:

1) il danneggiato accetta il risarcimento offerto: in tal caso l’assicurazione deve versare la somma offerta entro 15 giorni dall'accettazione ed il danneggiato deve sottoscrivere una quietanza liberatoria,

 2) il danneggiato non accetta il risarcimento offerto: in questa ipotesi l’assicurazione paga ugualmente la somma offerta entro quindici giorni dalla non accettazione, e tale importo viene trattenuto dal danneggiato come acconto sul maggior risarcimento dovuto.

In questo caso, come vedremo, il danneggiato può chiedere il risarcimento del danno residuo esperendo la procedura di negoziazione assistita e, nel caso che questa si concluda con un nulla di fatto, con un’azione giudiziaria.

 

3) il danneggiato omette di rispondere: in questi casi la compagnia assicurativa deve comunque versare la somma offerta entro 30 giorni dalla proposta e per il danneggiato gli effetti della riscossione sono gli stessi di cui al punto precedente.

Cosa fare se l’assicurazione non risponde entro i termini previsti dalla legge o se il danneggiato non intende accettare l’offerta avanzata?
In questo caso il danneggiato dovrà esperire obbligatoriamente la negoziazione assistita, per la quale è necessario l’intervento di un legale e, se infruttuosa, dovrà avviare un procedimento giudiziario.

Quando si applica la procedura di risarcimento diretto?

Innanzitutto le norme di riferimento sono gli artt. 149 e 150 del Codice delle Assicurazioni Private e questa procedura si applica alle ipotesi:

- di incidente tra due veicoli con danni agli stessi e/o ai loro conducenti, purché di lieve entità (lesioni permanenti al di sotto del 9%, quali il colpo di frusta);

- quando l’incidente coinvolge solo due veicoli a motore (esclusi i veicoli speciali e le machine agricole), entrambi regolarmente assicurati per la R.C. ed immatricolati in Italia e se vi è stato impatto tra i veicoli.

In questo caso il soggetto che si ritiene non responsabile, in tutto o in parte, dell’incidente, deve presentare domanda di risarcimento direttamente all'impresa assicuratrice che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato, inviandone copia per conoscenza all'impresa assicuratrice dell'altro veicolo coinvolto.

Cosa deve contenere la richiesta di risarcimento ?

Essenzialmente questo:

se i danni riguardano il veicolo o le cose contenute: i nomi degli assicurati, le targhe dei veicoli coinvolti, l’indicazione delle rispettive compagnie assicuratrici, la descrizione delle circostanze e della modalità del sinistro, le generalità di eventuali testimoni, l'indicazione dell'eventuale intervento degli organi di polizia, il luogo, i giorni e gli orari in cui le cose danneggiate sono disponibili per le perizie e gli accertamenti necessari.

se i danni riguardano anche i conducenti:  l’età, l’attività lavorativa e il reddito del danneggiato, l'entità delle lesioni subite, il diritto ad eventuali prestazioni di assicurazioni sociali obbligatorie (INPS, INAIL o altro), documentazione medica che comprova l’esistenza delle lesioni e l'avvenuta guarigione, con o senza postumi permanenti, l'eventuale consulenza medico legale di parte, le spese medico-sanitarie sostenute anche per la consulenza di parte con idonea documentazione giustificativa.

L’assicurazione, ricevuta la richiesta, la comunica alla compagnia dell'assicurato responsabile del sinistro (ritenuto tale, in tutto o in parte), con tutte le informazioni necessarie alla verifica delle coperture e all'accertamento della dinamica del sinistro.

Se decide di liquidare il rimborso, andrà poi a rivalersi su quest’ultima.

L’iter risarcitorio prosegue con le stesse modalità e tempistiche della procedura di risarcimento ordinario.

Se l’assicurazione ritiene che il sinistro non rientri nell'ambito di applicazione del risarcimento direttodeve informarne il danneggiato con raccomandata a/r da inviarsi entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta di risarcimento ed entro lo stesso termine deve inviare tutta la documentazione acquisita alla compagnia del veicolo ritenuto responsabile, la quale avrà gli obblighi previsti dalla procedura ordinaria.

 

Cosa deve fare il danneggiato quando la negoziazione non dà esito positivo?

In questo caso il danneggiato dovrà intraprendere l’azione giudiziaria legale, precisamente:

- nel caso di risarcimento diretto, nei confronti della propria compagnia di assicurazione.

In questo caso la compagnia del danneggiante può intervenire nel giudizio, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato ed addirittura estromettendo quella del danneggiato;

- nel caso di risarcimento con procedura ordinaria nei confronti della compagnia assicuratrice del responsabile e di quest’ultimo.

Se il danneggiato è il terzo trasportato (art. 141 Cod. Ass.) a chi deve essere rivolta la richiesta di risarcimento danni?

In questo caso, salva l’ipotesi del caso fortuito, i danni vanno risarciti dall’assicurazione del veicolo su cui il soggetto si trovava trasportato.

Il risarcimento deve avvenire indipendentemente dall'accertamento delle responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro e la procedura da seguire è quella ordinaria, anche con riferimento all’eventuale fase di negoziazione assistita e a quella successiva giudiziale.

Quando il sinistro è stato causato da un veicolo non assicurato, non identificato, che si trovava in circolazione contro la volontà del proprietario o che è assicurato con imprese poste in liquidazione coatta amministrativa, da veicoli spediti nel territorio della Repubblica Italiana da un altro Stato dello Spazio Economico Europeo o, infine, da veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso veicolo a chi va rivolta la richiesta di risarcimento dei danni?

La richiesta di risarcimento dei danni può essere richiesto ed ottenuto tramite il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Più precisamente Consap s.p.a. è l’ente che si occupa della gestione di detti sinistri.

La liquidazione dei danni, ai sensi dell'art. 286 del D. Lgs. 209/2005, è effettuata a cura delle Imprese Designate dall'Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) con provvedimento valido per un triennio.

Nel caso di sinistro:

1) causato da veicoli o natanti non identificati, i danni risarcibili sono il danno alla persona e quello materialecon franchigia di 500,00 eurosolo qualora si siano verificati danni gravi alla persona. In caso contrario, il danno alle cose non viene risarcito;

2) causato da veicoli o natanti non assicurati, risarcibili sono il danno alla persona e quello materiale senza franchigia;

3) causato da veicoli o natanti assicurati con imprese poste in liquidazione coatta amministrativa i danni risarcibili sono quello alla persona e alle cose;

4) causato da veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario, i danni risarcibili sono sia alla persona che alle cose ma limitatamente ai terzi non trasportati e a coloro che sono trasportati contro la propria volontà oppure che sono inconsapevoli della circolazione illegale, sia per i danni alla persona sia per i danni a cose;

5) causato da veicoli spediti nel territorio della Repubblica Italiana da un altro Stato del cosiddetto Spazio Economico Europeo o da veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso veicolo sono risarcibili sia i danni alla persona che quelli alle cose.

26 novembre 2017




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