LA LETTERA ALL’AMICO IN COMA Ad aprile, i compagni non vedenti lo avevano salvato da un malore. Ora un nuovo ictus lo ha ridotto in stato vegetativo. Una giovane lo va a trovare tutti i giorni e gli ha scritto

“Amico, tu vivi noi: ogni nostro respiro sarà il tuo”

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La sua storia, ad aprile, aveva commosso tutti: non vedente, a una cena di amici che condividono con lui questa stessa limitazione, era stato colto da un malore fulminante. Lo aveva salvato proprio la prontezza di riflessi di questi amici, che si erano uniti e, nonostante il loro handicap, avevano reagito con una prontezza commovente (LEGGI ARTICOLO). “Gli avete salvato la vita”, disse loro il medico dell’ospedale. Ora, purtroppo, Marco - questo il nome del protagonista di questa storia - si è sentito male di nuovo. E’ in stato vegetativo. E una cara amica chiede di pubblicare una lettera dedicata a lui



Rovigo - Era stato salvato dagli amici che, non vedenti, di fronte all’emergenza avevano dimostrato come cuore e coraggio possano superare d’un balzo quelli che molti considerano limiti. Ora, però, Marco è stato colpito da un nuovo ictus, devastante. 

“Il 3 ottobre, nel cuore della notte, Marco è stato colpito da un nuovo ictus nell’altro emisfero e questo episodio è stato fatale perché Marco si è ‘spento’ nel suo letto tra le braccia di sua moglie, non vedente - lo racconta Alice, l’amica che, ad aprile, aveva reso nota la meravigliosa storia del salvataggio - Io da principio non ho mai smesso, tutti i giorni, di stargli accanto e gli ho scritto una lettera”.

Poi, il testo della lettera. “Ciao Marco! È da un po’ che non ci parliamo a quattrocchi, l’ultima volta è stato il giorno del tuo compleanno, il 27 settembre. Adesso non riusciamo più a star soli nemmeno pochi minuti in silenzio perché tra noi ci sono sempre rumori di macchinari e presenze di camici bianchi. Anche se ogni volta che vengo a trovarti gli occhi diventano lucidi, si forma un nodo in gola e il cuore si ferma per qualche istante, io vengo lo stesso e ti racconto come mi vanno le cose, quello che faccio e che sei sempre con me”.

“Ti tengo la mano e ti accarezzo la guancia, anche se tu non dici niente e il tuo sguardo è perso e assente. Mi spiace tanto, Amico mio, ma questa non è vita, non è la vita che meritavi e da sempre hai lottato per conquistare. So qual’è la cosa di cui ti sei sempre preoccupato e desiderato; caro Marco ci pensiamo Noi a Lei, con tutto l’amore con cui hai ed avresti fatto tu. Questo Amico te lo devo per tutto l’affetto che mi hai trasmesso in questi 20 anni.  Marco, vivi in tutti noi, ti amiamo e ogni nostro respiro sarà il tuo!”.

29 novembre 2017




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