IL CASO A ROVIGO La polizia stradale porta alla luce un racket dietro gli esami di guida: il candidato paga gli organizzatori solo se riesce a superare la prova

Incredibile, una assicurazione per i truffatori

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Incredibile. Ma vero. Anche per chi si appresta a commettere una truffa esiste una assicurazione: paga i complici e gli ideatori del raggiro unicamente se questo riesce. Lo ha scoperto, con una breve ma brillante indagine, il personale della polizia stradale di Rovigo



Rovigo - Esame di guida con truffa. Ma anche con una sorta di "assicurazione": si paga solo se l'inganno riesce. E, tra l'altro, si paga una cifra piuttosto modesta, sicuramente inferiore al costo della trafila che si impone, giustamente, seguendo le lezioni e la normale procedura. Tutto è emerso nel corso di un intervento che ha portato alla denuncia di un giovane bengalese che, secondo le contestazioni, stava sostenendo l'esame di teoria, alla motorizzazione civile, con un cellulare nascosto sotto tre paia di mutande e un auricolare nell'orecchio (LEGGI ARTICOLO).

E' da tempo che cittadini bengalesi vengono scovati a Rovigo mentre tentato inganni del genere, sempre provenienti dalla vicina Lombardia. Sarebbe all'opera una sorta di racket, con persone che fermano gli appartenenti a questa etnia nelle stazioni ferroviarie, domandando se siano interessati a ottenere la patente con un vigoroso "aiutino". Tutto questo, sostanzialmente, si sapeva, dal momento che ultimamente non sono mancate le operazioni di contrasto a questo fenomeno.

Nel caso specifico, però, sarebbe emerso anche un curioso retroscena: l'ultimo bengalese denunciato, oltre a spiegare che il costo per sostenere l'esame con quella modalità era di circa 300 euro, ha detto anche che, comunque, avrebbe dovuto pagarli solo se il raggiro avesse funzionato.

30 novembre 2017




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