SALUTE ROVIGO Sabato 2 dicembre, alle 9.30, Palazzo Roncale ospita il seminario che mette in evidenza l’importanza di mettere la persona malata in prima piano 

Medicina più umana per i pazienti oncologici 

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Un seminario che è solo l’ultimo di una serie di iniziative volte all’umanizzazione del paziente oncologico. Palazzo Roncale ospita il seminario sull’umanizzazione in medicina promosso da Lilt, Lega italiana lotta tumori e l’Ulss 5 Polesana



Rovigo – Accrescere l’autostima nei pazienti oncologici con un percorso che coinvolga famigliari, infermieri, medici, psicologi e la stessa struttura ospedaliera. E’ quanto si propone di favorire il seminario “Umanizzazione della medicina in oncologia” in programma sabato 2 dicembre a Palazzo Roncale promosso dalla Lilt (Lega italiana lotta tumori) con il patrocinio di Provincia, Comune e Ulss 5 Polesana e presentato nella mattinata di giovedì 30 novembre a Palazzo Celio con Urbano Brazzale, direttore dei servizi sociali dell’Ulss, Giorgio Crepaldi, direttore di Oncologia dell’ospedale civile di Rovigo, e Maria Iside Bruschi, presidente provinciale Lilt.

Il seminario è solo l’ultimo di una serie di progetti sull’umanizzazione del paziente oncologico partita a marzo con la tisaneria aperta all’ospedale (LEGGI ARTICOLO). Da qui l’allestimento di una libreria, l’acquisto di due tv, la promozione di corsi di trucco, incontri vari e, in cantiere, anche l’idea di arrivare alla filodiffusione.

“L’impegno e l’attenzione sono prima alla persona, poi al paziente, alla famiglia ed in questo percorso – spiega la presiedete provinciale della Lilt Maria Iside Bruschi – siamo accompagnati, condividendolo, dal personale del reparto oltre ad aver trovato disponibilità anche in altre strutture dell’azienda sanitaria”. Il progetto della durata di tre anni avrà come tappa successiva l’attività motoria, corsi sulla comunicazione ed una valutazione scientifica delle iniziative.

Per Urbano Brazzale, direttore dei servizi sociali dell’Ulss, è anche “L’obiettivo dell’azienda sanitaria è trasformare l’approccio medico in quello dell’umanizzazione. Il paziente non deve sentirsi solo, deve sapere che oltre alle cure c’è anche il rispetto della sua persona”. Sulla particolare natura del reparto è intervenuto l’oncologo Giorgio Crepaldi: “Il paziente ha un rapporto stretto non solo coi medici ma anche col personale per via dei tempi lunghi richiesti nel trattamento”. Fondamentali “la psicooncologia e lo sviluppo dei progetti di coinvolgimento della Lilt in tutti gli aspetti. Sabato – ha concluso – sarà il momento culmine con una parte, la mattina, dedicata più ad aspetti medici ed una nel pomeriggio la presentazione di testimonianze oltre al libro scritto proprio da un paziente”.

30 novembre 2017




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