IL CASO ROVIGO La consigliera Giorgia Businaro del Pd esprime solidarietà alla collega Daniela Goldoni, che ha subito atteggiamenti intimidatori e avrebbe subito minacce in consiglio comunale dagli ex compagni di banco della Lega Nord. “Non c’è limite più

“E pretende pure di farsi chiamare Signor Sindaco”

Fondazione Cariparo Culturalmente

Giorgia Businaro consigliera del Pd, interviene a difesa della collega indipendente, ex gruppo Lega Nord, Daniela Goldoni, al cento della cronaca dopo il comportamento dei suoi ex compagni di banco che la stessa aveva denunciato in aula (LEGGI ARTICOLO). Businaro: “Ormai abbiamo capito che da Massimo Bergamin e dai suoi fedelissimi possiamo aspettarci di tutto, ma sconcerta il comportamento del presidente del consiglio Paolo Avezzù, che finge di non vedere quello che fanno i suoi alleati”



Rovigo – “Massima solidarietà alla collega Daniela Goldoni, vittima di minacce e intimidazioni in consiglio comunale e di una vera e propria gogna mediatica scatenata contro di lei da un personaggio che pretende di farsi chiamare ‘signor sindaco’”. Comincia con queste parole il messaggio di solidarietà che la consigliera del Pd, Giorgia Businaro, rivolge alla collega Daniela Goldoni, uscita dal gruppo Lega Nord e diventata indipendente (LEGGI ARTICOLO), attaccata, come la stessa ha dichiarato in aula, dagli ex compagni di banco. Consigliera che avrebbe anche subito la rabbia del sindaco Massimo Bergamin affidata ad un post su facebook che invitava la gente a prendersela con lei per l’esito di una votazione in consiglio comunale (LEGGI ARTICOLO).

“La colpa di Daniela? Essere una donna libera e forte, capace di ragionare con la propria testa, che non accetta imposizioni e non alza la mano a comando, cosa inaccettabile e inconcepibile per i suoi ex colleghi del gruppo Lega Nord e per Massimo Bergamin – continua Giorgia Businaro – La difficoltà di questa maggioranza è palese e la città è vittima di incapacità e inadeguatezza. Alla fine di ogni consiglio comunale dico a me stessa che scene peggiori non si possano vedere. Invece, con certe persone, non c'è limite al peggio”.

“Già riguardo il caso del consigliere Simone Dolcetto avevo sottolineato come certi atteggiamenti ricordassero epoche oscure della nostra storia nazionale; le scene viste nei giorni scorsi confermano l'utilizzo di metodi squadristi indegni di un consiglio comunale e di una società che voglia dirsi civile. Ma se da Bergamin e da alcuni suoi fedelissimi abbiamo capito che dobbiamo aspettarci di tutto, sconcerta il comportamento del presidente del consiglio comunale, Paolo Avezzù, che dovrebbe essere garante del funzionamento democratico della più importante istituzione politica del Comune e della dignità e libertà dei consiglieri comunali”.

 “Il presidente continua a dimostrarsi assolutamente di parte, con atteggiamenti discriminatori nei confronti di alcuni consiglieri di opposizione, finge di non vedere ciò che accade tra i banchi e si rende complice di comportamenti inaccettabili e minacciosi nei confronti dei ‘non allineati’. Tutto questo è sconcertante”.

 

1 dicembre 2017




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