ERA DIGITALE ROVIGO Alberto Corso racconta con incredulità la disavventura che influirà pesantemente nella sua vita: la connessione nella nuova casa è pari a 0,90 megabit in download. Il Comune non sa quando Infratel coprirà il territorio

Non si è accorto di essersi trasferito nel deserto

Alberto Corso
Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Pensava di essere in una frazione del capoluogo, invece scopre di essere nel deserto della connessione.Una storia grottesca se non fosse vera. Ce la racconta un rodigino, Alberto Corso, che ha deciso di trasferirsi da via Forlanini a Roverdicré, frazione del capoluogo polesano, a pochi chilometri dalla residenza attuale. Ha trovato la casa dei suoi sogni e l’ha acquistata, peccato però che ci sia un problema, che per lui che nella vita fa il tecnico informatico non è un problema da poco


Rovigo - “Siamo alle soglie del 2018 oramai, si parla di social di Always connected, era digitale, smart Tv, telelavoro… ebbene non a Rovigo o perlomeno non nella frazione di Roverdicrè, poiché in questa località la connessione e il diritto alla banda larga non c’è, e la connessione esistente è talmente ridicola da essere quasi inservibile". Alberto Corso, tecnico informatico  di Rovigo, sa di cosa parla e gli pare incredibile che quanto ha trovato in tema di connessione internet a Roverdicré, corrisponda alla realtà.

L’informatico è prossimo al trasloco nella casa dei suoi sogni nella frazione di Rovigo, Roverdicré, ma ha scoperto, a contratto d’acquisto già firmato, che non riuscirà a lavorare da casa. Dove abita ora, ancora per qualche giorno, in via Forlanini, utilizza una connessione da 100 mega, una connessione che non potrà più usare, come non potrà più sfruttare tutti i servizi in abbonamento sottoscritti per lavorare. “La connessione in quel di Roverdicrè è pari a 0,90 megabit in download e 0,12 in upload, praticamente nulla”. Alberto è anche un divulgatore scientifico per l’osservatorio Astronomico di Rovigo, senza la banda larga non potrà più raccogliere documentari e quanto gli può servire per la ricerca, di sicuro non lo potrà più fare da casa, nel tempo libero.

L’informatico rodigino è una persona attenta che s’informa e non si scoraggia, così trova un articolo sulla nostra testata che gli dà speranza. ”Il 23 agosto 2017 il presidente della Consvipo ’in pompa magna’ e con grandi titoloni - spiega Corso - ha annunciato un accordo con Infratel, azienda dello stato per coprire quanto prima tutto il territorio di Rovigo con ben 3 milioni e 500 mila euro (LEGGI ARTICOLO)”. 

Il racconto prosegue: “Ebbene in quel di Roverdicè il nulla, ho contattato più volte il Comune che giocando al gioco dei 4 cantoni non ha saputo dirmi e darmi nessuna informazioni in merito. Preso dallo sconforto ho contatto Luigi Paulon (ndr, assessore di Rovigo) che ringrazio per la sua disponibilità, ed in meno di 24 ore mi ha in qualche modo risposto.

Dopo aver contattato il presidente del Consvipo da parte dello stesso Paulon la risposta è stata “nessuna previsione, si suggerisce di installare sistemi via etere con le grandi compagnie di Rovigo””. 

E il progetto con Infratel? “Sono da mesi che indago per questo - racconta Alberto desolato - e so per certo che Infratel tramite Tim avrebbe intenzione di fare la posa della struttura fftc “fiber to the cabinet”, addirittura c’è già il progetto, ma risulterebbe frenata da paletti che il Comune avrebbe messo per il “noleggio/affitto suolo pubblico” e tutto si è fermato… ovviamente a discapito del contribuente”.

“E’ pazzesco - commenta Alberto - che vogliamo parlare di sviluppo economico di crescita ma se non abbiamo le basi dello sviluppo di cosa stiamo parlando? Parliamo di pari opportunità, di pari diritti nel poter usare un sistema cloud, nel poter usare Windows 10 che necessita obbligatoriamente una connessione ad internet per gli aggiornamenti frequenti”.

“Tengo a precisare che in Romania, che tutti criticano, sono almeno 12 anni che la connessione minima è a 200 mega. Ci sono regole europee ben precise, ci sono decreti legge e leggi che non sto qui a scrivere che regolamentano questo problema..Il digital divide esiste dal 1998, sono passati 20 anni e stiamo ancora parlando di 100 mega quando il resto dell’Europa parla di giga bit o terabit”. 100 mega in centro città, perché a Roverdicré, come abbiamo visto, la connessione non arriva neanche ad un megabit. 

 

 

1 dicembre 2017




Correlati:

Bancadria 730x90 Cna Rovigo