IL CASO IN CONSIGLIO COMUNALE ROVIGO Lo stesso presidente, Paolo Avezzù, nel rispondere alle accuse della consigliera del Pd, Giorgia Businaro, ammette la sconvenienza di alcuni comportamenti avvenuti nella sua aula

“Abbiamo assistito a scene non certo qualificanti”

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Non ci pensa due volte e risponde alle accuse della consigliera Pd Giorgia Businaro solo che nel farlo è il primo ad ammettere che qualcosa in consiglio sia stato quanto meno squalificante. Parliamo di Paolo Avezzù, presidente del consiglio che risponde alle dichiarazioni Giorgia Businaro che lo accusava di essere complice dei comportamenti tenuti da alcuni consiglieri in aula (LEGGI ARTICOLO). La risposta del presidente scivola poi nel finale verso l’ennesimo attaccato al comportamento della consigliera Daniela Goldoni. Dimentica però di spiegare cosa nella delibera convinse la minoranza e la Goldoni a non votarla (LEGGI ARTICOLO), ovvero una questione che risale al suo operato da sindaco



Rovigo – “Leggo con stupore delle dichiarazioni del consigliere comunale del Pd, Giorgia Businaro, che mi accusa di essere ‘complice di comportamenti inaccettabili e minacciosi nei confronti dei non allineati’. Forse era distratta nel consiglio comunale di mercoledì scorso, dove peraltro abbiamo assistito a scene non certo qualificanti per un consiglio comunale”. Il presidente del consiglio Paolo Avezzù risponde alle accuse della consigliera del Pd e pur ammettendo che i comportamenti visti in consiglio comunale non erano esattamente consoni al luogo istituzionale nel quale sono avvenuti, afferma di aver fatto il possibile per garantire la democrazia in aula.

“Se la consigliera del Pd si riferisce alle presunte pressioni sul consigliere comunale Daniela Goldoni – spiega Avezzù – in coscienza ho fatto quanto era in mio potere e cioè ho invitato a tornare ai loro banchi i consiglieri che si erano avvicinati al citato consigliere ed in più, pur non essendo previsto da nessuna parte dal nostro regolamento, ho permesso al consigliere Goldoni, di fare una dichiarazione in aula dove potesse esprimere il proprio pensiero. Più di questo non potevo fare e non potevo certo impedire che, a latere del consiglio, dei consiglieri comunali esprimessero il proprio disappunto alla stampa per certi comportamenti visti in aula. Sarebbe stato un ledere il legittimo diritto alla espressione del proprio pensiero e questo sì sarebbe antidemocratico”. 

La risposta del presidente è chiara, pacata, istituzionale e quasi lo erge a paladino della giustizia anche se, non solo nelle ultime due sedute di consiglio, l’aula che lui dovrebbe governare è diventata una giungla (LEGGI ARTICOLO) più che il luogo della massima espressione della democrazia.  Ma certo, non può mica tenere da solo “a bada” una trentina di consiglieri, è comprensibile. Solo che, a margine della sua dichiarazione, scivola anche lui nel gruppo dei galantuomini che con il dito puntato incolpano la consigliera Goldoni delle disgrazie di questa amministrazione.

“La verità è che, dietro alle accuse lanciate al sottoscritto e soprattutto al gran polverone sollevato dalla opposizione nel gridare allo scandalo per presunte intimidazioni subite dal consigliere comunale Daniela Goldoni e nell’esprimere da più parti solidarietà che non esito a giudicare vera ipocrisia, ci sta ben altro – commenta Paolo Avezzù – E cioè il rendersi conto, anche se non dichiarato, di avere fatto una gaffe politica enorme nel negare da parte dell’opposizione e di due consiglieri di maggioranza, Borella ed appunto Goldoni, la immediata esecutività alla manovra di bilancio che avrebbe reso disponibile da subito i finanziamenti agli indigenti, alla Accademia, alla Università, alle scuole materne non statali ed alla mensa San Vincenzo, chiusa da circa un mese. Grazie a questi signori i contributi per i poveri della città non riusciranno quasi sicuramente ad essere erogati, mentre per gli altri stiamo facendo letteralmente le corse per farcela entro fine anno”.

Dimentica però, il presidente, di spiegare per quale motivo la minoranza e Daniela Goldoni, hanno deciso di votare contro quella delibera che, al suo interno avrebbe nascosto una transazione definita “oscura” che potrebbe servire a “risolvere” il dramma del Polo Natatorio, il cui project financing nacque quando lui stesso, Paolo Avezzù, era sindaco. Una delibera che ora l’ex assessore Aldo Guarnieri ha sottoposto all’attenzione della Procura con un esposto per falso in bilancio (LEGGI ARTICOLO).

2 dicembre 2017
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