SCUOLA LENDINARA (ROVIGO) Rievocazione storica con i volontari dell'associazione "Uniti nella memoria". Così i ragazzi si appassionano alla storia della Grande guerra

La guerra degli ultimi che tocca il cuore

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Una maniera diversa di raccontare la storia della Grande Guerra, quella proposta dai volontari dell'associazione "Uniti nella memoria" ai ragazzi delle terze della "Alberto Mario". Una proposta che ha davvero riscosso consenso



Lendinara (Ro) - "I ragazzi sono rimasti entusiasti dell'iniziativa proposta, coinvolti ed emotivamente attratti dall'esibizione dal vivo e attraverso i video e i canti da parte degli attori", commenta il professor Roberto Viaro che ha coinvolto coi i colleghi i ragazzi delle classi terze dell'Ics Alberto Mario di Lendinara. Ha ringraziato la Preside Soffritti e l'amministrazione comunale che offre queste grandi opportunità.

Erano presenti l'assessore Francesca Zeggio e il sindaco Luigi Viaro che portando i saluti, ha sottolineato che "la Memoria non cancella la Storia, anzi studiando bene ci si accorge che i cicli e i ricicli della storia possono dare risposte al perché dei vari momenti che stiamo vivendo, la fortuna di quelle generazioni rispetto a quelle di oggi era non avere il cellulare e riuscire a vivere i rapporti guardandosi negli occhi e non dietro ad uno schermo".

L'Associazione “Uniti nella Memoria” persegue obiettivi di carattere culturale e didattico e si affianca alla metodologia didattica-disciplinare inerente ai temi della Storia contemporanea, nello specifico ai temi della Grande Guerra. Interviene nelle varie realtà scolastiche di ogni ordine e grado del territorio Veneto su richiesta dei docenti, in questo caso con l'amministrazione comunale e su segnalazione dell'onorevole Giulia Narduolo, che individuano nelle “Rievocazioni storiche” dell'Associazione una nuova modalità pedagogica per avvicinare gli alunni, con maggiori motivazioni, alle vicende umane del conflitto mondiale del 1915-1918.

I volontari hanno realizzato numerosi interventi nelle scuole pertanto, visto il positivo impatto e il successo riscontrato negli alunni, propongono di allargare le proposte didattiche ad altre scuole aumentando le date nel calendario scolastico e promuovendo iniziative sempre più dettagliate e attinenti alle necessità elencate nelle programmazioni scolastiche.

L'associazione Uniti nella Memoria, nell'ambito del proprio programma culturale ha inserito il “Progetto giovani” e “Progetto scuola,” con lo scopo di perseguire obiettivi didattici che si affiancano alla metodologia di formazione disciplinare inerente ai temi della Storia della Grande Guerra e una nuova modalità pedagogica per avvicinare gli alunni, con maggiori motivazioni, alle vicende umane del conflitto mondiale del 1915-1918.

Il progetto scuola propone alle istituzioni scolastiche la rappresentazione dal titolo “1915-1918 Spero che io torni presto” adattata agli ambienti didattici, e al grado d’istituto scolastico. Concepita appositamente con un tempo di 30 minuti per far sì che lo stato di attenzione dello studente non venga meno e di conseguenza possa poi partecipare attivamente a fine rappresentazione al dibattito di approfondimento, dove sarà trascinato e stimolato a intervenire sull’esperienza di una visone a 360° che la guerra porta con sé.

 La rappresentazione tralascia la schematicità ordinaria nel raccontare la Grande Guerra. Bensì valorizza la quotidianità degli eventi vissuti in alcune tappe principali: dall’entrata in guerra, all’inasprimento del conflitto e il coinvolgimento della popolazione civile dell’Altopiano di Asiago, alla disfatta di Caporetto, al Piave, al 4 Novembre, raccontate con la semplicità di chi attraverso lettere e brani di diari fa emergere in tutta la sua drammaticità e la tragedia da loro vissuta. Tenendo presente che dalla parte contrapposta c’era un nemico, in altre parole, l’esercito Austroungarico che affrontava egualmente la quotidianità degli eventi in corso, al quale abbiamo voluto dar voce con alcuni frammenti di lettere.

 Diversi testi sono letti in dialetto Veneto con grammatica approssimativa, per porre l’accento sull’identità di un mondo contadino dove i valori della famiglia, il lavoro della terra e le proprie tradizioni denotano le qualità fondamentali per affrontare i disagi della guerra. I temi che emergono dalle lettere sono la fame, la nostalgia degli affetti familiari, la mancanza d’igiene, il freddo, la noia dell’attesa dello sviluppo degli eventi, la paura di vedersi annientati da un momento all’altro. La rappresentazione è supportata da un cortometraggio realizzato dall’Associazione, la colonna sonora è formata da canti popolari che sono la testimonianza degli eventi vissuti nel contesto della Grande Guerra.

2 dicembre 2017




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