CASA DEL SORRISO BADIA POLESINE (ROVIGO) Torna l'armonia e rientra lo stato di agitazione dei dipendenti: "Prima vogliamo vedere le opportunità della nuova legge"

Pace fatta e privatizzazione sospesa

Seren automobili affiliazione fino a dicembre 2017

Era già stato annunciato al momento dell'insediamento dei nuovi vertici (LEGGI ARTICOLO) e ora viene confermato: si ferma il percorso verso la privatizzazione della Casa del sorriso di Badia Polesine. Se ne riparlerà tutti assieme, spiega il presidente, ma solo quando saranno chiari anche i possibili vantaggi dello status di mantenimento della forma pubblica. Una presa di posizione che ha trovato concordi i sindacati, che hanno subito rimosso le bandiere, simbolo di una agitazione che, ora, rientra


 

Badia Polesine (Ro) - "Nella giornata di lunedì 4 dicembre si è svolto presso la Casa del sorriso di Badia Polesine un incontro fra il consiglio di amministrazione della struttura e le organizzazioni sindacali ed Rsu  interne al fine di illustrare le iniziative che l’amministrazione dell’ente intende porre in essere per il futuro". Lo spiega il presidente della struttura Tommaso Zerbinati, che annuncia come si avvii al termine un periodo di forte contrapposizione sindacale.

"Nel corso dell’incontro si sono affrontate varie tematiche inerenti il rapporto fra la Casa del sorriso e il proprio personale dipendente quali il salario accessorio, gli aumenti contrattuali, i carichi di lavoro, le stabilizzazioni del personale ed eventuali sinergie con altre Ipab del territorio. Si è affrontato anche il tanto dibattuto tema della privatizzazione dell’ente che ha monopolizzato l’attenzione negli ultimi due anni".

Il presidente Tommaso Zerbinati, come in altre occasioni, ha ribadito come al momento il percorso di depubblicizzazione sia sospeso ed è intenzione di questo consiglio attendere che il progetto di legge regionale n. 25 del 2014 veda la luce e si traduca in realtà al fine di poter scegliere se rimanere pubblica con la forma dell’Apsp o diventare fondazione.

"Il progetto di legge in parola, infatti - spiega il presidente - si propone di operare un profondo rinnovamento nel settore delle strutture socio assistenziali pubbliche, per ora ancora in buona parte regolato dalla Legge Crispi del 1890, rendendole maggiormente attive nella fornitura di servizi semiospedalieri e più competitive sul mercato; in ogni caso una scelta di questo tipo deve essere innanzitutto condivisa con il personale dipendente, vera e propria colonna vertebrale della Casa del Sorriso, e l’Amministrazione Comunale affinché la scelta sia ponderata e non dia adito a scontri o tensioni".

"Al termine dell’incontro le organizzazioni sindacali, quale segno di ritrovata armonia con l’amministrazione della Casa del sorriso, hanno deciso di togliere le bandiere che campeggiavano davanti alla facciata della struttura ormai dal luglio 2015".

 

 

5 dicembre 2017




Correlati:

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe