PECULATO CASTELMASSA (ROVIGO) Nuovo rinvio a giudizio per l’ex dipendente comunale, che già si trovava a processo per presunti episodi del genere. Il Comune si costituisce contro di lui

“Presi i soldi dei funerali”: nuovo caso in paese

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Un primo processo era già in corso (LEGGI ARTICOLO), mentre un altro si è aggiunto a seguito del rinvio a giudizio disposto nella mattinata di martedì 5 dicembre



Castelmassa (Ro) - Si trova già a processo, con la prossima udienza fissata per il prossimo giovedì 7 dicembre, con l’imputato che si vede contestare, in base alla ricostruzione accusatoria, di reato di peculato e falso, il 63enne ex dipendente del Comune di Castelmassa, oggi in pensione, che si sarebbe appropriato di soldi derivanti dalle concessioni cimiteriali. Pagati, cioè, dai parenti dei defunti per potere seppellire in un loculo del cimitero comunale il proprio caro appena deceduto.

 

A questo processo se ne è poi aggiunto, nella mattinata di martedì 5 dicembre, un altro - per il solo peculato - a seguito del rinvio a giudizio disposto dal giudice per le udienze preliminari, per un episodio simile, sempre per ipotesi reato in tema di peculato. In questo come nel precedente il Comune di Castelmassa ha scelto di costituirsi parte civile, con l’avvocato Stefania Tescaroli di Adria, mentre la difesa è affidata all’avvocato Ezio Conchi. Quest’ultimo ha chiesto e ottenuto, martedì 5 dicembre, l’ammissione al rito abbreviato, mentre per il processo già in corso si procede con rito ordinario.

Il primo episodio, per il quale si è già a processo, avrebbe visto l’ex dipendente appropriarsi di 4mila euro che sarebbero stati pagati da un privato per seppellire il padre in una tomba del cimitero comunale. Ma non solo: avrebbe anche falsificato i documenti del Comune, facendo risultare correttamente versate al Comune le somme, laddove le avrebbe invece trattenute per sé. E non solo: avrebbe anche falsificato una lettera della banca, con la quale questa si scusava dell'errore relativo al fatto che le somme fossero state riscosse dal servizio tesoreria del Comune, assicurando che c'erano.

Si parla di peculato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. I fatti si sarebbero verificati all'incirca nel novembre del 2014. E’ costituito anche il privato che aveva fatto domanda di concessione del loculo, nel quale inumare il padre appena deceduto. Lo segue l'avvocato Michela Simonato. 

Similari le contestazioni di peculato per il quale si era di fronte al giudice per le udienze preliminari martedì 5 dicembre. Più d’uno gli episodi contestati, per una somma complessiva nell’ordine dei 5mila euro circa.

5 dicembre 2017




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