MINORI ROVIGO 14 gli alunni individuati come parti offese, arriva una pena di 1 anno e 9 mesi, sospesi. Scatterà l'appello

"Spaventava gli alunni": maestra condannata

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L'udienza dedicata alle richieste di pena si era tenuta lo scorso 28 novembre (LEGGI ARTICOLO), mentre nella giormata di martedì 5 dicembre è arrivata la sentenza

Rovigo - Un anno e nove mesi, pena sospesa e attenuanti generiche riconosciute alla imputata. Questa la pena disposta dal giudice Silvia Varotto nel processo che vedeva imputata una docente di primaria.

Banchi rovesciati, urla, quaderni gettati a terra, ripetute intimazioni: “Guai a voi se lo dite ai genitori”. Sono questi gli atteggiamenti ipotizzati, più che i saltuari scappellotti, calci nel sedere, sberle – pure entrati nell’indagine della squadra mobile di Rovigo, guidata dal vicequestore aggiunto Bruno Zito – ad avere portato a processo una 52enne, docente all’epoca dei fatti oggetto di indagine, il 2011, in servizio in una scuola primaria di un piccolo centro dell’Alto Polesine.

La donna si trova a processo con l’ipotesi di reato di maltrattamenti, per ripetuti comportamenti che avrebbe posto in essere nei confronti dei suoi bambini, alcuni dei quali sarebbero stati decisamente provati a livello psicologico, tanto che i genitori non avrebbero avuto vita facile nel farsi raccontare quanto accaduto. In particolare, al momento di rientrare a casa, avrebbero impiegato non poco tempo per calmarsi. L’indagine era stata coordinata dal sostituto procuratore Sabrina Duò.

Nella mattinata di martedì 28 novembre erano arrivate le richieste delle parti, con la pubblica accusa rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica Sabrina Duò, mentre la difesa è curata dall'avvocato Francesca Claudi di Rovigo. Il giudice è Silvia Varotto. Nella propria discussione, il pubblico ministero aveva puntato il dito soprattutto su quella che ha definito una cappa di disagio, ma anche di paura, che avrebbe reso difficilissimo, per i bambini, raccontare a casa quanto accaduto. Ma aveva anche sottolineato la scarsa attendibilità dei testimoni portati dalla difesa, esaltando invece la solidità dell'incidente probatorio che avrebbe confermato la attendibilità e la genuinità dei riscontri forniti dai bimbi che avrebbero raccontato i presunti maltrattamenti.

La pubblica accusa, chiudendo la propria discussione, aveva comunque chiesto il minimo della pena, ossia due anni. La difesa, con l'avvocato Claudi, aveva invece parlato di un clamore mediatico apparso quasi una condanna anticipata. L'unica colpa della docente sarebbe stata quella, in una singola occasione, di avere dato un ceffone a una alunna. Un comportamento magari sbagliato, ma certo non in grado di configurare una fattispecie di reato pesante come i maltrattamenti. Una "colpa" associata a quella, non certo ascrivibile a lei, aveva proseguito l'avvocato Claudi, di non "essere simpatica" ai genitori, di non essere disposta alla chiacchiera come altre docenti. "In quella scuola non è successo niente - ha detto l'avvocato Claudi - Al di fuori di quella singola sberla, che certo però non configura quella serie di comportamenti che configurerebbero i maltrattamenti".

Ma non solo: l'avvocato Claudi aveva anche parlato di una singolare modalità comunicativa che si sarebbe innescata in questo caso. Passaparola dopo passaparola, si sarebbe arrivati alla costruzione di un cosiddetto "fattoide", ossia un fatto non corrispondente alla realtà, ma radicatosi nella coscienza collettiva come effettivamente avvenuto, tanto da viziare anche alcune deposizioni di alunni, quelle sulle quali punta la pubblica accusa. Sono state svolte considerazioni anche relativamente alla maniera nella quale il perito avrebbe condotto l'esame dei minori che sarebbero stati vittima dei presunti maltrattamenti. Un attacco, in sostanza, alla tecnica e alla metodologia con la quale sarebbero stati sentiti i minori, che avrebbe "viziato" il loro narrato.

Nel pomeriggio di martedì 5 dicembre è arrivata la sentenza sul delicatissmo caso. La difesa presenterà appello. Convinta della piena innocenza.
5 dicembre 2017




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