IL CASO ROVIGO Il vicesindaco di Adria Federico Simoni sottolinea l’inesistenza di un accordo privato tra Massimo Bergamin e Acquevenete per la restituzione del credito. Bergamin gli dà del falso su Fb, Simoni replica duramente

“Bergamin continua a vendere fumo. Falso io? Senti chi parla”

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La restituzione di parte del credito vantato dal Comune di Rovigo da parte della neonata azienda Acquevenete non avrebbe comportato alcun problema se non fosse stato per le dichiarazioni di gloria del primo cittadino Massimo Bergamin. Dichiarazioni che al vicesindaco di Adria Federico Simoni non sarebbero piaciute troppo. O, per lo meno, gli sarebbero parse incomplete. Decide dunque di precisare. Ma Massimo Bergamin non apprezza e gli dà del falso. Simoni: “Se ha veramente fatto un accordo privato, a differenza degli altri Comuni, me lo mostri”


Rovigo – Sulla restituzione di parte del credito vantato dal Comune di Rovigo nei confronti dell’ex azienda di gestione dell’acqua Polesine Acque, il vicesindaco di Adria, Federico Simoni precisa l’inesistenza di un accordo privato tra la neonata Acquevenete (nata dalla fusione tra Polesine Acque e Cvs) e il capoluogo. Secondo Simoni non si tratterebbe di un regalo di Natale di Acquevenete al capoluogo (LEGGI ARTICOLO), ma del normale piano di rientro già previsto da Polesine Acque nel 2014, forse un po’ gonfiato. Massimo Bergamin non apprezza la precisazione e scrive sulla sua pagina facebook, come di consueto, la parola “falso” sopra le dichiarazioni rese alla stampa da Simoni. Che a sua volta rilancia: “Mi dà del falso? Qua di falso c’è solo lui. È lui che non ha detto tutta la verità”.

“Avevo rilasciato dichiarazioni alla stampa solo per precisare la posizione del capoluogo nel rispetto dell’altra cinquantina di Comuni che non si sono ancora visti restituire il credito – spiega Federico Simoni – Non volevo criticare, ma solo precisare il fatto che anche ad Adria come agli altri Comuni era stato chiesto se volevano un rientro più consistente del credito vantato, che in ogni caso deve rientrare, ma non tutti avevamo il bilancio messo male come il capoluogo. C’ero anche io alla riunione. Se Massimo Bergamin ha un documento diverso firmato con Acquevenete me lo mostri. In tal caso non sarebbe corretto nei confronti degli altri Comuni che attendono la restituzione del credito. Ma so che non è così. Non si tratta di essere più o meno bravi a portare a casa soldi”.

Ma il sindaco del capoluogo non apprezza le precisazioni e pubblica sulla sua pagina ufficiale, mezzo utilizzato ormai sempre più frequentemente dal primo cittadino per le sue dichiarazioni, uno screenshot della rassegna stampa scrivendo la parola falso sulle dichiarazioni di Simoni. Che replica: “Andavano precisate le dichiarazioni di Bergamin che sosteneva un accordo privato con Acquevenete che gli sarebbe valso 1 milione e 400mila euro quando si tratta di ordinaria amministrazione – spiega Simoni – Sta continuando a vendere fumo. Mi dispiace che abbia deciso di darmi del falso, che tenga questo atteggiamento sempre in attacco. Ma sinceramente ormai da lui non mi aspetto più nulla di diverso”.

 

6 dicembre 2017




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