PARTITO SOCIALISTA ITALIANO ROVIGO I rappresentanti del partito intervengo in merito alla chiusura del Consorzio puntando il dito contro la Provincia colpevole di aver scelto di chiudere baracca e burattini senza pensare alle conseguenze per il territorio

"Chiudere il Consvipo? Una vendetta personale senza prospettive"

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Il Polesine avrebbe ancora bisogno di una struttura pesante, secondo il Partito socialista, ma la Provincia, così come aveva creato Consvipo ora avrebbe deciso di estinguerlo, senza pensare al futuro del territorio



Rovigo - Una chiusura senza prospettive future che preoccupa il Partito socialista di Rovigo. Parliamo del Consvipo che a causa della scelta della Provincia di non mettere a bilancio il contributo all'ente (LEGGI ARTICOLO) lo sta accompagnando alla chiusura. "La delibera della amministrazione provinciale del 1962 con la quale si istituiva il Consvipo era il coronamento di un lavoro di elaborazione e di confronto fra partiti di maggioranza e minoranza e fra le istituzioni più rappresentative di allora, non ultime la Provincia e la Camera di commercio. Il Consvipo aveva addirittura sede presso la stessa amministrazione provinciale", spiegano i rappresentanti del partito socialista. 

"Numerosi sono stati i traguardi positivi ed utili raggiunti. Tutti finalizzati alla qualificazione dello sviluppo locale. Nel tempo, anche in forza dell’evoluzione tecnologica e del naturale cambiamento di contesto sono mutate le caratteristiche della economia locale. Molte altre provincie, anche vicine a noi, hanno saputo adeguare le proprie strutture alle esigenze di una naturale evoluzione della realtà. In Polesine sono anni che se ne parla del problema, ma nessuno, soprattutto la politica oltre che le istituzioni competenti, in primis la Provincia, ha voluto, o saputo, affrontare organicamente il problema. Solo qualche polemica e qualche comunicato che si limitava a censire il problema".

"Ora la Provincia, quella stessa che per prima concepì il Consvipo, ha autocraticamente ed autocriticamente deciso di estinguerla. Come? Semplicemente non prevedendo l’annuale finanziamento e senza pensare a chi e al dopo per lo sviluppo del Polesine. Idee per consentire ruoli e funzioni per il futuro? Zero. Questa è la grossa responsabilità che la Provincia, ma anche i Comuni, i partiti, la Camera di commercio e l’associazionismo si stanno assumendo". 

"Il Polesine ha ancora bisogno di una struttura pensante che si occupi e si preoccupi di elaborare e di organizzare il suo futuro. Questa Provincia forse non è in grado di farlo. Forse non sa farlo. Ma il dramma è di tutti. Il dramma è che non possiamo ancora 'danzare sul ponte del Titanic' senza pensare alle conseguenze solo per qualche vendetta personale. Il Partito socialista italiano chiede ancora, e finalmente, un gesto di responsabilità corale e concreta. Sarà possibile?"

7 dicembre 2017




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