NUOVO CARCERE DI ROVIGO Detenuti triplicati, celle quintuplicate, ma il personale rimane lo stesso. Secondo Fnp Cisl è impossibile andare avanti in questa maniera

"Situazione ed emergenza insostenibili". Sindacato all'attacco

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Nuova segnalazione, da parte delle organizzazioni sindacali, della gravissima situazione che si è venuta a creare in carcere a Rovigo. Nei giorni scorsi era stata Osapp a lanciare l'allarme (LEGGI ARTICOLO), ora tocca ad Fnp Cisl



Rovigo - Pur di tamponare le abnormi carenze degli organici a disposizione al nuovo istituto circondariale di Rovigo, gli agenti della polizia penitenziaria sono costretti a turni massacranti. "Eppure - attacca Fnp Cisl, sindacato di categoria della polizia penitenziaria - confermando i paradossi di questo Belpaese, l’amministrazione penitenziaria della Casa Circondariale ha ben pensato di moltiplicare di quasi 4 volte la capienza dei detenuti (si è passati dai circa 60 detenuti agli attuali 215), passando oltretutto da circa 20 celle a un centinaio di stanze detentive. Un bel salto, a livello numerico, che però non è stato adeguatamente affiancato dall’incremento della dotazione del personale previsto – peraltro – dal Ministero in circa 60 unità".

“Una follia” per la Fns Cisl, la Federazione dei lavoratori della Sicurezza della Cisl regionale del Veneto e Trentino Alto Adige, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera-ultimatum al Provveditore regionale dell’amministrazione della Polizia penitenziaria del Triveneto per denunciare la grave situazione di emergenza venutasi a creare nella struttura carceraria di Rovigo. Una situazione che fra l’altro si accentuerà sicuramente con l’avvicinarsi delle festività natalizie, secondo le previsioni del sindacato.

Come sottolinea il segretario regionale della Fns Cisl Giuseppe Terracciano “nonostante la grande modifica strutturale e di capienza detenuti tra il vecchio e il nuovo carcere, l’amministrazione penitenziaria ha lasciato inalterata la pianta organica della polizia penitenziaria, aggravando così ulteriormente le pesanti condizioni di lavoro all’interno della Casa circondariale. La situazione attuale è talmente critica da essere ormai insostenibile, ed è urgente intervenire per sopperire alla grande mancanza di risorse umane promesse e mai arrivate”.

Per Terracciano si tratta di “una vera beffa, se consideriamo che sulla necessaria esigenza d’integrazione numerica dei poliziotti penitenziari a Rovigo era stato promesso un concreto impegno da parte del Provveditore regionale stesso, oltre che dal sottosegretario ministeriale, onorevole Gennaro Migliore, e dal Presidente del Dap, Consolo”. Al contrario, prosegue il indacato, nonostante in Veneto a fine anno si registreranno incrementi per quasi 80 unità, a Rovigo non si vedrà neppure l’ombra di nuovo personale: zero unità previste.

Sulla questione interviene anche Sabrina Dorio, segretario generale della Cisl Padova Rovigo: “La situazione del personale di polizia penitenziaria a Rovigo è davvero diventata insostenibile, con turni di servizio su turni che si moltiplicano, oltre al concreto rischio che anche nel prossimo periodo natalizio possa essere difficilissimo garantire a tutti un minimo di libertà dagli orari di lavoro per trascorrere le feste in famiglia. E’ dunque necessario intervenire in tempi rapidi per evitare il degenerare della situazione”.

La denuncia del sindacato è totale, andando a pungere anche sulla mancanza di un dirigente in pianta stabile. “I colleghi - conclude Terracciano – non hanno ormai alcun diritto e tutto ciò accade anche per il fatto che a Rovigo non ci sia un Direttore della casa circondariale in pianta organica e di conseguenza emergono situazioni e volontà di voler gestire autonomamente le questioni, senza osservare le norme, comprese quelle sindacali”.

La Fnp Cisl regionale chiede al Provveditore un urgente intervento sui due problemi: la necessaria correzione del Dap dell’integrazione di Organico di Polizia Penitenziaria (tra pochi giorni anche i neo agenti del 172esimo corso saranno chiamati a scegliere le sedi di prima assegnazione);l’assegnazione in pianta stabile di un direttore".

7 dicembre 2017




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