SCIENZA ROVIGO Marco Santerelli ha ritirato il premio dell’Accademia dei Concordi assegnato all’astrofisica di fama mondiale Margherita Hack e presentato il progetto “La scienza in valigia”

Il testamento di Margherita Hack: “La scienza con parole semplici”

Al centro Marco Santarelli
Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Avvicinare le nuove generazioni alla scienza partendo dalla quotidianità: questo l’insegnamento che Margherita Hack ha lasciato a Marco Santerelli fisico sociale e divulgatore scientifico con la quale ha collaborato per anni, l’ultimo progetto fatto insieme è “La scienza in valigia”, e che nella giornata giovedì 14 dicembre ha ritirato il riconoscimento di socia onoraria che l’Accademia dei Concordi aveva assegnato alla Hack



Rovigo - “Margherita mi ha insegnato che dobbiamo diffondere la scienza con le parole più semplici esprimendo ‘il complesso’ in base a ciò che serve alle persone, la scienza deve arrivare alle persone e diventare parte della nostra quotidianità”. 

Marco Santerelli, fisico sociale e divulgatore scientifico, autore di diverse pubblicazioni scientifiche, ricorda così Margherita Hack l’astrofisica fiorentina con la quale ha collaborato e per la quale giovedì 14 dicembre è stato in Accademia dei Concordi a ritirare il riconoscimento di socia onoraria che l’ente culturale presieduto da Enrico Zerbinati aveva assegnato alla Hack nel 2012. 

Questo a testimonianza del cammino innovativo avviato con la Hack dove tra tanti idee è nato “La scienza in valigia”, un progetto di divulgazione scientifica ideato da Santarelli e Hack cominciato come cartone animato, passato a format televisivo, rappresentazione teatrale per arrivare ora ed essere un cd di canzoni scritte e musicate da Santarelli stesso e un libro di testo illustrato.

Santarelli in questo libro e cd spiega come la scienza possa essere trasmessa in semplici pillole di conoscenza ad un pubblico apparentemente estraneo ai fenomi che potrebbero rivoluzionare l’esistenza. 

“Il segreto per avvicinare le nuove generazioni alla scienza - spiega - è raccontarla in base alle forme che conoscono meglio, non partendo da formule matematiche. Ad esempio partire dai telefoni cellulare, o da strumenti medici come quelli per le risonanze o raggi dove si parla di fisica quantistica. Altro elemento per avvicinarsi a questo mondo è quello di sfruttare la loro creatività”. 

14 dicembre 2017




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