PRE-ASSEMBLEA SOCI ROVIGO La nomina del nuovo consiglio di amministrazione slitta al 19 gennaio. Il Polesine non aveva i tre nomi per il cda. Massimo Bergamin dovrà comunque ottenere il consenso dei colleghi polesani

Cda Acquevenete, tutta in salita per il capoluogo la nomina del vicepresidente

Musikè Fondazione Cariparo 730x90 istituzionale - post evento
Presentato il budget della neonata Acquevenete la cui assemblea dei soci vera e propria è stata rinviata al 19 gennaio. Scarsa la partecipazione a questa pre-assemblea che si è svolta nel pomeriggio di venerdì 15 dicembre: su 110 Comuni tra Polesine e Bassa Padovana, erano presenti solo in 40. La prossima assemblea vedrà la nomina del nuovo cda con una lista unica composta da 4 consiglieri espressione della Bassa (tra cui il presidente) e tre del Polesine. Non è certo che la vicepresidenza spetti a Rovigo

Rovigo – Quella che di fatto doveva essere la prima assemblea dei soci della neonata Acquevenete, composta da 110 Comuni, si trasforma in una pre-assemblea probabilmente a causa del “caso Consvipo” che avrebbe dirottato il dialogo politico del nostro territorio altrove rispetto alla scelta dei tre componenti del consiglio di amministrazione della neonata Acquevenete, espressione dei soci dell’ex azienda dell’acqua polesana. Rinviata dunque al 19 gennaio la nomina del nuovo cda di Acquevenete che resta intanto sotto la guida del cda dell’ex Cvs, la società dell’acqua inglobante in questa fusione, che avrebbe ancora una durata in carica di due anni.

Proprio per questo alla prossima assemblea il cda si presenterà dimissionario per permettere, come previsto dai patti parasociali, l’elezione di una nuova guida alla testa della neonata società dell’acqua. Un nuovo cda che sarà composto da un presidente e tre consiglieri espressione della Bassa Padovana (uno dei consiglieri sarà probabilmente espressione dei comuni vicentini) e di un vicepresidente e due consiglieri espressione del Polesine.

Secondo i patti parasociali il vicepresidente dovrebbe essere espressione in particolare del comune capoluogo Rovigo, ma in realtà a ratificare quegli accordi sarebbero stati solo i soci dell’ex Cvs, ma non quelli Polesani. Non spetterà al sindaco Massimo Bergamin, dunque, di diritto, nominare il vicepresidente, che potrebbe comunque nominare trovando un accordo politico con i comuni soci dell’Ato Polesine. Ai polesani infatti sarà chiesta una terna di nomi per completare la lista unitaria per l'elezione dell'organo amministrativo, quindi Bergamin dovrà trovare il placet dei 49 comuni del Polesine se vorrà esprimere il vicepresidente.

La nuova società di gestione del servizio idrico integrato, nonostante la scarsa affluenza di sindaci in sala (rappresentati una 40ina su 110), ha presentato comunque agli amministratori le prime linee guida che saranno al centro del budget per l’anno 2018, e che dovranno essere poi approvate a gennaio. Le previsioni per il prossimo anno sono incentrate attorno a tre punti cardine: la massima spinta sugli investimenti, la riduzione tariffaria, resa possibile grazie a efficientamenti sui costi, i progetti speciali sulla qualità tecnica e la qualità dell’acqua.

Sul fronte degli investimenti, il budget 2018 di Acquevenete vedrà nuove opere per circa 15 milioni di euro per il territorio dell’Ato Bacchiglione (ex Cvs) e di circa 14 milioni per l’Ato Polesine (ex Polesine Acque), con un totale di 29 milioni di euro che saranno investiti per rinnovare reti e impianti, offrendo un servizio migliore e una sempre maggiore tutela dell’ambiente. Prevista nel budget anche la riduzione tariffaria, una “promessa” legata alla fusione e che vedrà la sua realizzazione già a partire dalle bollette dell’anno 2018. Come annunciato, sarà possibile calare le bollette del 2%, con un “taglio” che è pari a circa un milione e mezzo di euro.
“Il primo budget è particolarmente importante – sottolinea il presidente di Acquevenete, Piergiorgio Cortelazzo – non soltanto perché è il primo, ma anche perché mostra come il lavoro comune permetterà già di dare concretezza allo spirito del progetto di fusione: massima spinta sugli investimenti e abbassamento della tariffa, non perché si fanno meno lavori ma perché si creano degli efficientamenti nell’operatività”.

L’assemblea del 19 gennaio avrà all’ordine del giorno la nomina degli organi amministrativi e di controllo ovvero il collegio sindacale che l’assemblea di coordinamento intercomunale dei soci, deputata al controllo analogo, congiunta tra i 110 sindaci soci di Acquevenete e declinata anche nelle due assemblee speciali riferite a ciascun ambito.
15 dicembre 2017
rovigooggi.it informazione che non ti pesa 468x60




Correlati:

Beni Artistici Religiosi Fondazione Cariparo