LUTTO A CASTELMASSA Aveva quasi 90 anni, 70 dei quali passati a formare e forgiare generazioni di massesi. Che ora la ricordano con un enorme affetto

Se ne va la maestra Lina. Il sindaco: "Eri inarrivabile"

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Una scomparsa che colpisce a fondo Castelmassa, abituata da decenni a contare, come una roccia, sulla maestra Lina Gavioli, come una roccia che ha formato generazioni di paesani. Oggi, venerdì 15 dicembre, se ne è però purtroppo andata. E subito, una pioggia di commossi ricordi, a testimoniare quanto fosse amata e quanto avesse fatto per il suo paese

Castelmassa (Ro) - Tutta la comunità di Castelmassa piange la scomparsa della ex maestra Lina Gavioli, che ha cresciuto, formato ed educato generazioni di massesi. Alle soglie dei 90 anni, per circa 70 aveva profuso tutta la propria energia e le proprie grandi capacità intellettuali proprio nella educazione dei giovanissimi.

"Mi ricordo di te come se fosse ieri - dice il sindaco Eugenio Boschini - quando l'anno scorso, in occasione della Fiera di San Martino, sei intervenuta durante la presentazione della bellissima mostra del tuo caro Ermes in Teatro Cotogni. Hai parlato davanti ad un pubblico di 150 persone con una lucidità, un'energia, una proprietà di linguaggio ed un'ironia inarrivabili. Ma Tu eri così, semplicemente inarrivabile. Ciao Lina, arrivederci. Tutta la comunità di Castelmassa ti ricorda con affetto".
 

"Era l' unica che mi poteva insegnare la matematica - ricorda con tenerezza e rimpianto Annalisa Boschini, sorella del sindaco e referente per i rapporti con la stampa dell'azienda sanitaria Ulss 5 Polesana - 'Eh! Niente, l'unica che che può insegnare qualcosa a questa testa matta è la maestra Lina Gavioli!': l'avrò sentita mille volte sta' frase da mio padre , lui matematico, io per nulla".

"Oggi Lina, quasi 90 anni , maestra per almeno 72, ha serrato quegli incredibili occhi grigi a palline d' oro dicendo 'voletevi bene'. Non era una donna facile, Lina: era intelligenza pura, essenzialità, disciplina, fede, autorevolezza, brutale schiettezza".

"Ancora stento a credere - dice Emanuele - che non la rivedrò più, che non andremo più a berci un caffettino dopo la Messa, che non sentirò più le sue battute imperiture, le sue acute osservazioni, i suoi ricordi senza ombre e sbavature di quasi un secolo di vita. Mi ha insegnato tante cose, quella che più mi rimane dentro è il vivere in pienezza la propria quotidianità, in profondità, senza sprechi. Ogni momento è un dono. La fine di un'esistenza così intensamente vissuta non è che l'ultimo tratto di matita che conclude il disegno-capolavoro della sua vita. Grazie grande Lina".

15 dicembre 2017
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