LUTTO A TAGLIO DI PO (ROVIGO) I familiari di Carletto Ortolan, 67 anni, commerciante nel settore delle auto, hanno presentato un esposto. E' morto il 30 dicembre scorso, alla casa di cura di Porto Viro

"Dimesso dal pronto soccorso, muore dopo due giorni"

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Una vicenda estremamente dolorosa, per la quale i familiari di Carletto Ortolan, 67 anni, hanno presentato, sulla base anche dell'assistenza dello Studio 3A, composto da patrocinatori stragiudiziali, un esposto alla Procura di Rovigo



Porto Viro (Ro) - "Va al pronto soccorso in preda a dolori lancinanti, lo rimandano a casa e dopo due giorni muore". Questa la descrizione dell'avvenuto che dà la nota di Studio 3A, un organismo che riunisce patrocinatori legali stragiudiziali, specializzato nel trattare eventi di questo tipo. "I familiari si sono rivolti a noi, non sapendo come agire e come prima mossa abbiamo deciso di presentare un esposto".

"I familiari di un sessantasettenne di Taglio di Po, affidatisi a Studio 3A - prosegue la nota - hanno presentato un esposto alla magistratura chiedendo di fare chiarezza sul decesso del proprio caro, avvenuto il 30 dicembre 2017 alla Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro, ospedale privato accreditato con il servizio sanitario nazionale".

A perdere la vita, un noto imprenditore di Taglio di Po, conosciuto in paese. "Carletto Ortolan - prosegue il resoconto - questo il nome della vittima, noto commerciante di automobili, il 28 dicembre si sveglia lamentando forti dolori addominali e nausea: resta a letto e assume un medicinale per il vomito, ma inutilmente. A quel punto, la moglie e la figlia decidono di chiamare il 118 e il paziente viene trasportato in ambulanza al pronto soccorso del nosocomio di Porto Viro, dove viene visitato ma dimesso quasi subito, con la sola prescrizione di una terapia antibiotica, nonostante le insistenze da parte dei familiari che ne sollecitavano il ricovero".

"L'indomani Ortolan non si regge in piedi e, verso sera, comincia anche a palesare rossori diffusi su buona parte del corpo. I suoi congiunti, allora, chiamano la guardia medica che consiglia di sospendere la cura prescritta al pronto soccorso e di assumere un diverso antibiotico. Anche il cambio di medicine, tuttavia, non produce alcun effetto e la mattina del 30 dicembre, dopo aver consultato il medico di base, i familiari del sessantasettenne chiamano ancora il 118. Giunto nuovamente al Pronto Soccorso della Casa di Cura Madonna della Salute, i medici decidono finalmente di sottoporre il paziente ad accertamenti approfonditi, all'esito dei quali dopo un paio d'ore viene ricoverato d'urgenza in terapia intensiva. I sanitari avvisano i familiari che la situazione è molto grave, e infatti alle 23.30 dello stesso giorno Carletto Ortolan spira".

"Sconvolti dal dolore, e non riuscendo a capacitarsi dell'improvvisa tragedia, i familiari, per il tramite del consulente personale Luigi Peron, per ottenere risposte e giustizia si sono quindi rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, compresi i presunti casi di mala sanità, a tutela dei diritti dei cittadini, e martedì 2 gennaio 2018 è stato presentato quale atto dovuto un esposto alla magistratura presso la stazione dei carabinieri di Taglio di Po".

"Nel documento si chiede all'autorità giudiziaria di avviare gli opportuni accertamenti sul caso, onde verificare eventuali profili di responsabilità penale in capo ai medici che hanno preso in cura la vittima, ovvero la struttura ospedaliera di pertinenza, disponendo, se necessario, anche l'acquisizione della cartelle cliniche integrali nonché l'esame autoptico: la stessa direzione della Casa di Cura, per vederci chiaro, aveva già chiesto l'assenso alla moglie per trasferire la salma all'ospedale di Rovigo e sottoporla al riscontro diagnostico, ovvero l'autopsia interna".

Da parte sua, la Casa di cura ha trasmesso una breve e composta replica, nella quale, dopo avere espresso la propria vicinanza ai familiari del deceduto, i vertici della struttura ritengono sia il caso di attendere, pacatamente, l'evolversi degli accertamenti. “La Casa di Cura - spiega la nota - esprime ai familiari  il proprio rincrescimento, ma non ritiene di rilasciare dichiarazioni sulla vicenda in quanto la stessa  è già oggetto di approfondimenti condotti internamente alla struttura  e di accertamenti da parte degli organi tutori”.

 

2 gennaio 2018




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