CASA DI RIPOSO SAN GAETANO CRESPINO (ROVIGO) La minoranza non partecipa alla seduta per protesta: “Nessuna risposta alle nostre interrogazioni, temiamo vengano licenziati i lavoratori”

“Possibile fusione e il sindaco non parla”, l’opposizione salta il consiglio

Il sindaco Angela Zambelli
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La minoranza del Comune di Crespino, rappresentata da Luca Crepaldi, Elisa Folchini e Ariella Marzolla ha deciso di non partecipare all’ultima seduta del consiglio comunale come forma di  protesta. Il motivo: “Il rifiuto del sindaco Angela Zambelli di discutere la condizione della casa di riposo San Gaetano dove potrebbe essere in corso una fusione con possibili licenziamenti”


Crespino (Ro) – Opposizione assente in consiglio: “Nessuna risposta alle nostra interrogazioni, stiamo a casa”. I componenti della minoranza consiliare Luca Crepaldi, Elisa Folchini e Ariella Marzolla hanno inviato una lettera, per spiegare il motivo per cui non avrebbero partecipato alla seduta del consiglio, motivandolo con la mancata risposta alla interrogazioni presentate a maggio e a ottobre di quest’anno.

“In questa settimane sono emerse altre questioni che necessitano di chiarimenti ed approfondimenti in merito alla casa di riposo San Gaetano”, precisa la minoranza. “Con un atto del responsabile dei servizi sociali, oltre a prorogare per la settima volta consecutiva, l’appalto in essere dal 2015 (circa 120 mila euro al mese per oltre 3,8 milioni nell’intero periodo), si è avanzata l’ipotesi di una possibile fusione con un’altra struttura. Tutto questo senza alcun elemento di approfondimento e atto di indirizzo della giunta – spiegano i consiglieri di opposizione – Risulta che siano state prelevate e portate in altra sede attrezzature della lavanderia ed inoltre emergono voci di possibili ulteriori licenziamenti”.

“Riteniamo la casa di riposo, un bene prezioso per gli ospiti, per chi vi lavora e per tutta la cittadinanza che ha investito nel tempo, attraverso il bilancio del Comune, ingenti risorse – continua l’opposizione – L’ultimo bilancio consuntivo, come certificato dal Revisore, ha evidenziato un ammanco di circa 200mila euro, rimasto indirettamente a carico dei nostri concittadini, che hanno il diritto di conoscere la reale situazione. Il consiglio rappresenta la sede idonea per portare la questione all’attenzione della popolazione. Per questo abbiamo deciso di non partecipare come forma di protesta verso questo reiterato comportamento di inerzia e poca considerazione che non rispetta l’organo elettivo del consiglio comunale e tutta la cittadinanza”.

 

2 gennaio 2018
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