IL CASO ADRIA (ROVIGO) Nel nuovo stabilimento di Bottrighe viene lavorato il Mater Bi, componente base per la realizzazione dei sacchetti biodegradabili contro i quali si sta scagliando mezzo Paese

I sacchetti della "tassa" più odiata d'Italia nascono qui

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Una ondata di rabbia, teorie del complotto, attacchi politici, dopo l'entrata in vigore della nuova norma che prevede che, dal 1° gennaio scorso, i sacchetti per l'ortofrutta in dotazione ai supermercati debbano essere biodegradabili, compostabili e a carico dell'acquirente. Molti vedono nell'accaduto un "disegno politico", teso a favorire una manager Novamont, colosso del settore, presunta simpatizzante del Pd, per quanto altre fonti ribadiscano come ci siano varie realtà operanti nel settore e che riforniscono i supermercati, così che, parlare di complotto, davvero non avrebbe senso, poiché non si è in presenza di un monopolio. Una certezza, però, c'è: uno stabilimento che fa parte del processo produttivo che realizza sacchetti di questo tipo è a Bottrighe



Adria (Ro) - Si potrebbe dire che i sacchetti che fanno arrabbiare, in questi giorni, tutti gli italiani, nascono qui. Sarebbe un po' forzato, ma non del tutto inesatto, dal momento che, semplificando molto, nello stabilimento di Bottrighe, Adria, Mater Biotech, che entra nella galassia Novamont, in effetti viene trattato un "ingrediente", che si chiama Mater Bi, che è parte fondamentale della realizzazione di buona parte dei sacchetti biodegradabili dei quali si parla tanto in questi giorni.

La storia è ormai nota: dal 1° gennaio, nell'area ortofrutta dei supermercati, è obbligatorio l'utilizzo dei sacchetti biodegradabili e compostabili, che debbono essere pagati dal cliente. Il prezzo, generalmente, oscilla da uno a tre centesimi. Va precisato subito: non serve, come fanno in tanti, non prendere il sacchetto, dal momento che, al momento della pesata, la "tassa" viene subito calcolata. Unica eccezione, in alcuni supermercati, l'ananas, per il quale non vige l'obbligo dell'imbustaggio.

In sé e per sé si tratta una norma sacrosanta, dal momento che va in direzione dell'eliminazione di rifiuti non riciclabili e costituisce il recepimento di una direttiva dell'Unione europea. Si è scatenata, però, una mezza rivoluzione - soprattutto social, unico ambito in cui gli italiani ultimamente sono in grado di alzare la voce, a quanto pare - per un motivo molto semplice: secondo alcuni la legge recepirebbe la norma europea in maniera più restrittiva, andando, direttamente o indirettamente, a favorire una imprenditrice Novamont, che sarebbe "simpatizzante" del Pd, oggi forza di Governo.

Chi non crede a questa teoria del complotto fa notare come Novamont non sia l'unica realtà  operante del settore. L'unica certezza, per ora, è questa: i sacchetti Novamont nascono ad Adria, dove opera Mater Biotech. Azienda la cui apertura - ricordiamolo - è stata salutata con enorme gioia da tutta Adria, dal momento che ha fornito importanti opportunità di lavoro e sviluppo, riaprendo il sito ex Ajinomoto. E che, soprattutto, realizza materiale biodegradabile, ossia che tutela l'ambiente.

3 gennaio 2018
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