POLITICA ADRIA (ROVIGO) Sono in quattro della maggioranza a chiedere al sindaco Massimo Barbujani di togliere la delega di vice a Federico Simoni, in seguito al suo coinvolgimento che sarebbe emerso dalle intercettazioni sul caso Coimpo

“Simoni non può essere il nostro vicesindaco”

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe
Si muovono in quattro dalla maggioranza, sottoscrivono un documento di sfiducia politica alla rappresentanza di Federico Simoni come vicesindaco della città di Adria, chiedono un consiglio comunale aperto a Ca' Emo sul caso Coimpo, ma le aspettative vengono subito tradite dal presidente del consiglio che di fatto ne boccia la richiesta nel mentre della conferenza stampa. Toccare Federico Simoni è sempre stato un argomento tabù, il caso delle intercettazioni sul caso Coimpo per Ceccarello, Cantarutti, Busatto e Furlanetto è l'ultima di una serie di episodi "che non rappresentano il loro modo di fare politica"

Adria (Ro) - E' un attacco duro e frontale quello che i tre consiglieri di maggioranza Daniele Ceccarello, Luca Azzano Cantarutti e Barnaba Busatto con l'assessore Giorgia Furlanetto muovono al vicesindaco della città di Adria Federico Simoni, rivolgendosi al primo cittadino Massimo Barbujani per chiederne la revoca immediata della carica di vicesindaco. 
I quattro firmatari del documento rivolto al sindaco partono dall'evidenza, trascritta dagli inquirenti a seguito di intercettazioni, che Simoni "risulta aver accompagnato esponenti ed amministratori di Coimpo presso pubblici uffici, tra i quali anche la Provincia di Rovigo". L'interessamento di Simoni sarebbe, secondo il gruppo, avvenuto in veste di esponente istituzionale finalizzato ad evitare che l'iter autorizzativo proposto da Coimpo "si bloccasse senza motivo".

Non chiedono la decadenza da assessore, ma giudicano inconciliabile con il modo di Simoni di intendere la politica, la possibilità a lui concessa di rappresentare il Consiglio comunale. "A Simoni manca la correttezza istituzionale" sottolinea Busatto ricordando il consiglio comunale dello scorso 18 dicembre quando proprio lui chiese se qualcuno sarebbe potuto finire intercettato. "Simoni non disse nulla al riguardo" aggiunge Busatto.

"Simoni ha rappresentato Adria alla votazione del bilancio di Consvipo - aggiunge Cantarutti - quando il suo consiglio comunale si era espresso in maniera diametralmente opposta, così come su altre vicende legate alle partecipate Simoni agisce con un modo di amministrare che non ci rappresenta".

“Sulla posizione del vicesindaco Simoni nella vicenda Coimpo ritengo necessario venga fatta urgentemente chiarezza - incalza l'assessore all'ambiente Giorgia Furlanetto - spetterà ora alla magistratura approfondire e valutarne eventuali responsabilità, ma l’aver volutamente taciuto il suo coinvolgimento durante il consiglio del 18 dicembre, quando è stato apertamente affrontato l’argomento delle intercettazioni nella maxi inchiesta svolta dalla procura antimafia di Venezia, non offre un bel segnale alla città".

"La trasparenza è un dovere assoluto per i pubblici amministratori ed il vicesindaco aveva il dovere di fornire spiegazioni dinanzi al consiglio comunale, che rappresenta l’intera cittadinanza" incalza Daniele Ceccarello.

In qualità di assessore all’Ambiente, Furlanetto trova gravissime le dichiarazioni di Simoni, il quale giustifica il suo intervento in Provincia relativo a Coimpo sostenendo che il compito di un amministratore sarebbe quello “di rappresentare le istanze provenienti dalle attività del territorio”. "Le uniche istanze meritevoli di trovare accoglimento - commenta Furlanetto - dovevano essere, semmai, le continue segnalazioni e richieste di intervento da parte della popolazione. Parliamo di un’azienda, la Coimpo, da anni pluriattenzionata da ben tre procure, tra cui due antimafia. E, in particolare,  parliamo di un’azienda che, come conosceva bene il vicesindaco, aveva svolto la sua attività in violazione delle stesse autorizzazioni, come dimostrano le diffide provinciali emesse a suo carico già nel 2015".

"Dovrebbe comprendere Simoni - concludono i consiglieri e l'assessore - che l’azione amministrativa non può altalenare tra la tutela della salute della cittadinanza e l’interesse imprenditoriale: o si sta da una parte o dall’altra. In questa vicenda, tertium non datur". 

Nel corso dello svolgimento dell'incontro con la stampa arriva la doccia fredda da parte del presidente del consiglio comunale Davide Fusaro che comunica, contrariamento a quanto richiesto dai quattro, la convocazione per il prossimo consiglio comunale in seduta ordinaria. "Avevamo chiesto formalmente, anche alla conferenza dei capigruppo, che venisse convocato un consiglio comunale che vedesse all’ordine del giorno il caso Coimpo confidando nel fatto che venissero accolte le istanze della cittadinanza di Cà Emo e del Comitato, che chiede un consiglio comunale in seduta aperta da svolgersi direttamente a Cà Emo, uno strumento in grado di garantire una democrazia partecipata su un argomento tanto delicato ed importante".  

"Una occasione persa per fornire alla città le risposte che da tempo si attendono" commenta l'assessore Giorgia Furlanetto.
4 gennaio 2018




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