IL CASO A ROVIGO La situazione già non era delle migliori, ma il 6 gennaio le centraline hanno registrato concentrazioni di polveri sottili più che doppie rispetto al limite. Si ricomincia con gli sforamenti

Befana da maschera antigas: crolla la qualità dell'aria

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Resta un bel problema, la qualità dell'aria a Rovigo, con i primi tre giorni che hanno fatto registrare, in centro, già tre sforamenti al limite di concentrazione di polveri sottili fissato dalla normativa. Metà della giornate, insomma, a oggi è stato fuori scala. E non va particolarmente bene neppure ad Adria, dove gli sforamenti sono stati comunque due. Ma a colpire sono i dati relativi all'Epifania



Rovigo - Un dato sul quale, pur senza fare allarmismi, ci sarà comunque da riflettere. La giornata dell'Epifania ha visto la qualità dell'aria, così come rilevata dalle centraline di Arpav, subire un crollo verticale, venendo misurata come "pessima" alla luce dei parametri impiegati dall'agenzia regionale, con una concentrazione di polveri sottili più che doppia rispetto al limite di legge fissato dalla normativa.

Una situazione poi non isolata, ma che si inserisce in un contesto già ampiamente problematico. Rovigo, infatti, è una delle città al top nazionale per le giornate di sforamento al limite di legge (LEGGI ARTICOLO). A Rovigo, nei primi si giorni dell'anno, ci sono stati già tre sforamenti, la metà esatta. Al massimo, ne sarebbero consentiti 35 nell'arco dell'anno, ma ormai è consuetudine che questo tetto venga puntualmente sfondato. Anche ad Adria sono già stati registrati due sforamenti.

A fare pensare, però, è il dato relativo alla giornata dell'Epifania, quando più  che di sforamenti si dovrebbe parlare di tracolli della qualità dell'aria, dal momento che sia nel capoluogo che ad Adria il limite è stato ampiamente doppiato.

7 gennaio 2018




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