INQUINAMENTO ATMOSFERICO ROVIGO La prima settimana del 2018 comincia all’insegna degli sforamenti: oltre al picco dell’Epifania la centralina registra il superamento del valore consentito di Pm10 altre tre volte

Su sette giorni, quattro di aria insalubre

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Il 2018 comincia per Rovigo con valori preoccupanti di inquinamento atmosferico. La centralina della città, infatti, rileva quattro sforamenti in sette giorni, compreso il picco dell’Epifania (LEGGI ARTICOLO) dovuto al falò del “brusavecia”. Non un inizio coi fiocchi…


 

Rovigo – Sono più i giorni in cui respiriamo aria inquinata rispetto a quelli in cui ci è concesso di inalare aria pulita, o quasi. Non inizia proprio alla grande il nuovo anno per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, nella città di Rovigo. La centralina monitorata dall’Arpav in città, infatti, nella prima settimana del 2018 ha rilevato ben 4 sforamenti su 7 giorni.

Il primo gennaio, infatti, il primo sforamento con un valore di Pm10 che si attesta al livello di concentrazione 55 su un valore consentito di 50. Poco sotto il valore massimo indicato dall’Arpav invece i tre giorni seguenti fino a sforare di nuovo il 5 gennaio, uno sforamento di 59 che diventa un picco con l’Epifania, toccando addirittura il valore di concentrazione di 119, oltre il doppio consentito. E domenica 7 gennaio non va molto meglio: sforamento mantenuto sul livello di 61.

E sebbene i giorni si sforamento non siano stati consecutivi e quindi tali da far scattare le misure antinquinamento del Comune (lo stop alle stufe a pellet e, successivamente alle auto), non significa certo che si possano fare i salti di gioia, anzi.

8 gennaio 2018
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